Stop al chiasso di artistoidi allo sbaraglioLa protesta dei commercianti: «Volumi e show senza controllo»

Stop al chiasso di artistoidi allo sbaraglioLa protesta dei commercianti: «Volumi e show senza controllo»

Benvenuti al grande circo dell'arte in strada, dove tutto fa spettacolo. O quasi. Nel senso che l'iniziativa del Comune di trasformare le vie del centro storico in un grande palcoscenico per musicisti e giocolieri, sarebbe di per sè encomiabile se non si fosse trasformata in una «corrida» senza regole. A mostrare da tempo segni di esasperazione non sono i turisti passeggeri che spesso formano capannelli incuriositi, quanto lavoratori, commercianti e residenti costretti a subire per troppe ore al giorno esibizioni cacofoniche a volumi insopportabili. Per carità, nella vasta area che da Cordusio passa per il Duomo fino a San Babila, non mancano di fare capolinea artisti veri, gente che ha visibilmente frequentato il Conservatorio o scuole d'arte drammatica. Purtroppo, però, l'assenza evidente di qualsiasi selezione per l'accesso alle 200 postazioni di «Stradaperta», impone ad abitanti e negozianti autentici strazi, dilettanti allo sbaraglio che armati di microfono e basi registrate rompono i timpani e non solo quelli. Come nel caso del quotidiano e sguaiato karaoke di un aspirante crooner o delle stonatissime canzoni per bambini di una seguace di Cristina D'Avena, o di tutto il repertorio neomelodico napoletano di un sosia di Mario Merola. Sotto a chi tocca. «Non ne possiamo davvero più - lamenta un'impiegata del centralissimo Mondadori multicenter - perchè purtroppo pare non ci sia limite al volume nè alla qualità degli spettacoli che dobbiamo subire per ore e ore». E anche i vigili, interpellati sull'argomento, si dichiarano impotenti: «Purtroppo - dice un agente - non possiamo fare altro che controllare se il sedicente artista ha il permesso di suonare, e sui decibel non siamo abilitati a verifiche». Sul fatto che esista un problema di controlli arriva la conferma dallo stesso assessore al Tempo Libero Chiara Bisconti: «Fino a adesso è un software che assegna le postazioni a chiunque si iscriva nel sito www.milano.stradaperta.it, e gli unici limiti riguardano il numero di postazioni e il monteore per ogni artista a postazione, che però può spostare il suo show più volte durante l'arco di una giornata». È la ragione per cui ci può capitare di sentire le stesse urla o gli stessi flauti andini in diversi punti del centro a seconda che sia primo o tardo pomeriggio. Ma com'è possibile che manchi qualsiasi verifica su chi si esibisce? C'è perfino chi, stonato come una campana, canta My way inventandosi le parole e facendo rivoltare Frank Sinatra nella tomba... «In questa fase - dice la Bisconti- l'obbiettivo era far partire il progetto, il passo successivo sarà una commissione che valuterà gli artisti conferendogli una sorta di patentino. Ci stiamo già lavorando». Speriamo.

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