Studenti di destra aggrediti Il rettore Franzini alza la voce

«L'università è un luogo di dibattito, non di violenza» Martedì l'ennesimo agguato, a novembre il rave party

Statale, il rettore alza la voce. Dopo l'ennesimo episodio di violenza, un'aggressione contro i ragazzi di Azione universitaria, avvenuto all'interno dell'ateneo, Elio Franzini ha preso carta e penna per ricordare a tutti gli studenti che frequentano via Festa del Perdono dove si trovano: in università «luogo di stimolo alla nascita di nuove idee, palestra di libero e costruttivo, talvolta anche acceso, ma sempre pacifico, confronto tra esse, e non di scontro né di sopraffazione delle idee altrui e diverse». Potrebbe sembrare banale, ma non lo è: dal rave party non autorizzato all'aggressione contro un banchetto informativo di azione studentesca, all'occupazione di un'aula di Scienze politiche in nome di un microonde si stanno susseguendo in Università una serie di episodi che nulla hanno a che fare con l'«antifascismo e la democrazia», parole dietro cui si nascondono i collettivi studenteschi.

«In riferimento ai momenti di tensione che si sono verificati martedì in Statale, il rettore Franzini - si legge nella nota - richiama tutta la comunità studentesca, e in particolare coloro che si sono assunti la delicata responsabilità della rappresentanza, al rispetto delle regole di civile convivenza e alla adozione di modalità di relazione che garantiscano un clima sereno, inclusivo, condannando ogni atteggiamento intollerante, violento o atto a diffondere in Statale un clima di continua e sterile contrapposizione».

«Tralasciando le sempre più fragili definizioni che costantemente ci vengono rivolte (fascisti, xenofobi, omofobi) - scrivono i rappresentanti di azione universitaria su facebook - ci colpisce che i criminali antifascisti ci descrivano come scortati dalla polizia in tenuta antisommossa, quando il banchetto si è svolto per oltre due ore con la sola scorta degli studenti che, interessati, ci chiedevano volantini». Secondo le loro ricostruzioni cinquanta ragazzi dei Collettivi studenteschi di sinistra avrebbero aggredito gli otto studenti cacciandoli dall'ateneo. «Un'aggressione che non ha precedenti né motivazioni, se non l'odio cieco e pensiamo una certa mancanza di alternative con cui occupare il proprio tempo attacca Azione universitaria -. Al confronto, anche aspro e aggressivo, non ci siamo mai sottratti. Altro no le sopraffazioni di chi ha nella violenza la sola arma».

Collettivi studenteschi che ultimamente con la prepotenza e la violenza credono di poter spadroneggiare per i corridoi di via Festa del Perdono, come hanno fatto al rave di Halloween, devastando l'università. Lo stesso rettore «facendo un appello alle autorità deputate alla nostra sicurezza, per un'assunzione di responsabilità da parte di tutti» ha sporto denuncia e la Procura ha aperto un'indagine per violazione delle norme di sicurezza e invasione di edificio pubblico.

Un paio di settimane dopo, il collettivo di Scienze politiche ha avuto il coraggio di occupare un'aula di via Conservvatorio «con la scusa della mancanza di un forno microonde all'interno del dipartimento». Questa volta l'assessore alla Sicurezza regionale Riccardo De Corato ha presentato un esposto alla Procura e alla Corte dei Conti per danni erariali all'aula.

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Commenti

Giorgio Colomba

Ven, 13/12/2019 - 10:41

Passano gli anni, i lustri, i decenni, ma la colonizzazione dei cervelli di gramsciana memoria non cessa i suoi nefasti effetti presso il sinistro, studentesco parco di buoi.

GioZ

Ven, 13/12/2019 - 11:05

Quando l'Università era una cosa seria, si potevano eseguire provvedimenti disciplinari come l'espulsione temporanea, permanente, per quell'Univesità o anche per tutte. Per i casi meno gravi era previsto l'annullamento di uno o più esami, a partire dai più recenti. Pensate se facessero qualcosa del genere oggi, apriti cielo!

Ma.at

Ven, 13/12/2019 - 11:07

Forse c'era più libertà nella Russia di Stalin o nella Germania di Hitler

ruggerobarretti

Ven, 13/12/2019 - 11:25

Applicare leggi Scelba e Mancino e segnalare alla neo kommissione dell' amore.

GGuerrieri

Ven, 13/12/2019 - 11:26

Io ho frequentato la facoltà di scienze politiche negli anni 90'. In via Conservatorio ha sempre tranquillamente albergato un sedicente "collettivo proletariato universitario"... pochi anni fa, se non ricordo male, un ragazzo (peraltro senza affiliazione politica) fu aggredito e ferito seriamente, perché accusato di strappare manifesti dedicati a presunti prigionieri politici comunisti (!!!!!). Quindi il Rettore, al di là dei richiami semplici, chieda, come sua facoltà in quanto organo di vertice, l'intervento di chi di dovere per eliminare queste "zone franche" dalle strutture dell'Ateneo.

mimmo1960

Ven, 13/12/2019 - 11:28

la destra liberale non è la destra sociale, i sinistrosi sono anche ignoranti.

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alfredido2

Ven, 13/12/2019 - 11:50

Il problema è che sono gli studenti universitari ad evocare l'antifascismo. Per quanti secoli ancora la sinistra si baserà sulla lotta al fascismo ? Mai proposte , solo una lotta contro i fantasmi : questa sinistra non progredirà mai .

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giovinap

Ven, 13/12/2019 - 12:07

in italia, come sempre, comanda la minoranza rossa rumorosa!

jekill

Ven, 13/12/2019 - 12:39

Testoline malate e tarlate, adesso comandano, per esempio, magistrati cresciuti nelle università sessantottine, quindi Komunisti, se no ci si libera del marxismo il mondo sarà sempre nelle mani di questi gretini