"Tutti i fatti", alla Bicocca si parla di droga

La Bicocca rompe un tabù. Ieri pomeriggio l'incontro sui rischi legati al consumo degli stupefacenti. Il biologo Bedini: "Non esiste differenza tra droghe leggere e pesanti"

"Tutti i fatti", alla Bicocca si parla di droga

Anche nelle Università si torna a informare sui rischi legati al consumo di stupefacenti. Ieri pomeriggio, alla Bicocca si è tenuto Tutti i fatti, iniziativa promossa da Azione Universitaria. L'associazione studentesca, che si occupa di promuovere e sensibilizzare gli studenti degli Atenei su tematiche delicate e importanti, è riuscita a rompere un tabù che, troppo a lungo, è rimasto sotto traccia. "L'incontro - ha spiegato il responsabile di Azione Universitaria Francesco Quattrociocchi - è stato un vero e proprio laboratorio in cui si è dato spazio alle curiosità degli studenti".

L'incontro, al quale sono stati invitati tutti gli studenti, è stata un'occasione per informare e rendere consapevole i giovani, che sono la fascia più esposta ai pericoli legati al consumo di stupefacenti. Si è affrontato l'argomento sotto diversi punti di vista: da quello sociale a quello economico, da quello legale a quello della salute. L'avvocato Giuseppe Plateroti, per esempio, ha spiegato la disciplina di legge in materia di stupefacenti. La legge del 1990 ha segnato una svolta nell'evoluzione legislativa italiana in materia dal momento che, insieme al divieto dell'uso personale di sostanze stupefacenti e ad un rifiuto di qualsiasi tesi anti proibizionistica, a differenza di quanto possa accadere in altri paesi dell'Unione europea come per esempio Olanda ed Inghilterra, ove per sostanze come la cocaina, non è neanche permessa la "semplice" detenzione.

Il biologo Gabriele Bedini ha, invece, spiegato che non esiste distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere. Dopo una breve introduzione di neurofisiologia, ha parlato dei meccanismi d'azione delle sostanze psicoattive più diffuse e la relativa via di assunzione. Con il contributo di alcune slide ha inoltre trattato il problema dei danni cerebrali riconducibili all'assunzione cronica e non di sostanze stupefacenti, e della morte che può sopraggiungere per overdose o per shock anafilattico. "Ci sono ancora molti aspetti da approfondire e da imparare sulle tematiche relative alla droga - ha spiegato Quattrociocchi - il messaggio che si è voluto lanciare è di tenere alta la guardia e di non ritenersi immuni alla trappola di un mondo che appare più leggero e facile; perché un mondo drogato non ha nulla di affascinante". Il responsabile di Azione Universitaria ha passato la palla a tutti i giovani invitandoli a "dimostrare di non essere una generazione bruciata sempre in cerca del di più".

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