Il virus e la città dei sogni tra bici e tavolini all'aperto

Ampliare marciapiedi e spazi pubblici, rivoluzionare la mobilità e tutti gli orari. Un progetto irrealizzabile

Il virus e la città dei sogni tra bici e tavolini all'aperto

Parola d'ordine: imparare a convivere con il virus. Il Comune ha presentato il Piano «Milano 2020. Strategie di adattamento». Per certi versi un libro dei sogni, o con punti irrealizzabili come la parità di genere al lavoro. «Vogliamo condividere con i sindacati, ma anche con le aziende più sensibili al tema - spiega Cristina Tajani, assessore al Lavoro - lo sforzo per fare sì che la progressiva ripresa delle attività lavorative con le scuole chiuse non inibisca il rientro al lavoro delle donne», altre più facili anche perché in parte già avviate come la digitalizzazione di gran parte dei servizi comunali. Altro punto debole la mobilità che non tiene conto degli 1,5 milioni di pendolari che ogni giorno entrano a Milano, e della insufficiente capillarità del sistema di trasporto pubblico. Tutti in giro in bici? Non è pensabile.

TEMPI DELLA CITTÀ

Il distanziamento sociale è la conditio sine qua non della ripartenza dell'intero Paese. In questa chiave l'amministrazione cerca di ripensare i tempi della città, evitando in ogni situazione il sovraffollamento. Si tratta di un piano estremamente ambizioso che non si realizza dall'oggi al domani e che si scontra con le competenze del pubblico, che si fermano alla porta di ingresso delle aziende. Palazzo Marino intende agevolare al massimo lo smart working per i suoi dipendenti e prolungare l'apertura dei servizi al pubblico, cercando di rendere più capillari gli sportelli, anagrafe in primis, sul territorio. Questo sarà possibile grazie al lavoro già svolto sulla digitalizzazione: la maggior parte dei documenti si possono richiedere on line e finalmente Palazzo Marino ha reso digitali tutte le pratiche edilizie. Modifiche in vista per gli orari di entrata e uscita di scuole e materne all'infanzia.

MOBILITÀ

«Sulla mobilità speriamo che arrivino il prima possibile informazioni su come si riaprirà e quando. La capacità del trasporto pubblico diminuirà di molto - ha spiegato Beppe Sala ieri mattina- chiamo i cittadini alla collaborazione perché abbiamo 1.200 carrozze della metro, 1.300 bus e 400 tram: è impensabile mettere della gente a controllare che le mascherine siano a posto».

L'assessorato alla Mobilità ha studiato un piano per aumentare le piste ciclabili per 23 chilometri in dieci tratti in un paio di mesi. Si tratterà di interventi leggeri, ovvero identificazione di piste protette solo da segnaletica, mentre in alcuni casi come nei viali delle Regioni, in viale Zara e in viale Certosa ricorrendo ai controviali con spazi riservati alla mobilità dolce. Sarà imposto il limite massimo di 30 km orari per le auto negli stessi assi. In viale Monza, la pista ciclabile per i due sensi di marcia sarà al centro della carreggiata, le auto sui lati e un sistema di incrocio protetto per permettere la svolta prima di auto e mezzi pubblici.

RISTORANTI E NEGOZI

In un'ottica di ampliamento degli spazi pubblici, come i marciapiedi più larghi e la creazione di piazze pedonali ristoranti e bar potranno di mettere tavolini all'esterno per «recuperare i coperti che vengono cancellati dal distanziamento obbligatorio, di questo spazio «non pagheranno la Cosap» la promessa del sindaco.

Per i servizi essenziali, invece si punta al commercio di vicinato continuando con la ristrutturazione dei mercati comunali coperti, gli unici aperti ora,