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Un QR code ti dirà se un prodotto è fatto per durare: quando parte la novità

La nuova norma europea in arrivo consentirà ai consumatori di tutelarsi, comprendendo la reale qualità dei propri acquisti

QR code

L’era degli acquisti al buio sembra essere giunta al termine: grazie al nuovo Passaporto Digitale di Prodotto (Dpp), infatti, ogni articolo commercializzato nel territorio dell’Unione Europea dovrà essere dotato di una “carta d’identità” virtuale accessibile a tutti i consumatori. Non si tratterà di un semplice e scarno documento di accompagnamento, ma di una vera e propria fonte di informazioni complete in grado di guidare al meglio le nostre scelte negli acquisti, rivoluzionando di fatto il rapporto tra produttori, distributori e clienti finali.

Chi oggi acquista un qualsiasi capo di abbigliamento o apparecchio elettronico deve obbligatoriamente fare affidamento solo sulle poche note riportate su un’etichetta o un piccolo foglio di carta: impossibile per chiunque sapere da dove arrivino davvero i materiali o come sia stato fabbricato l’oggetto, per cui conoscere la storia del prodotto prima del suo approdo sugli scaffali di un negozio o un supermercato.

Anche chi verifica le merci alle frontiere deve basarsi sulle informazioni stampate su semplici fogli, facili da alterare e poco efficaci per effettuare controlli incrociati. Con il nuovo regolamento europeo sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Espr) tutto questo sparisce: basterà infatti inquadrare un codice QR o avvicinare il telefono a un microchip per aprire la carta d’identità dell’oggetto. Non sarà una pagina scritta una volta per sempre, ma una sorta di diario di bordo digitale che racconterà ogni riparazione, guasto sistemato o cambio di proprietario.

Una rapida scansione permetterà di risalire ai materiali impiegati in produzione, alla loro provenienza, alle emissioni di CO2 necessarie tra produzione e logistica per realizzare l’oggetto, al reale indice di riparabilità con tanto di indicazione della reperibilità dei pezzi di ricambio, fino ad arrivare alle istruzioni da seguire a fine vita del bene e al suo smaltimento finale. Questi dati, prima protetti dai segreti industriali, diventano quindi di dominio pubblico. Il rispetto delle regole chiama in causa tutti gli attori della catena, dai brand agli importatori, inclusi i corrieri dell’e-commerce: per i trasgressori o per chi inserisce dati falsi, le conseguenze sono pesanti, visto che si va dal blocco delle vendite a pesanti multe e all’obbligo di ritirare i prodotti dai negozi.

Il conto alla rovescia per le aziende è già iniziato e la Commissione europea ha predisposto il Registro centrale che catalogherà ogni singolo passaporto digitale. Il piano procederà a tappe forzate per comparti industriali: ferro, acciaio e batterie industriali aprono la strada nel 2026, nel 2027, toccherà ad alluminio, pneumatici e abbigliamento, nel 2028 ai mobili, nel 2029 ai materassi e nel 2030 a giocattoli, smartphone e tablet.

I vantaggi saranno più tangibili per i consumatori, che potranno non solo comprendere la reale qualità e la durabilità di un oggetto comprato come nuovo, ma avranno uno strumento prezioso contro eventuali truffe nel momento in cui acquisteranno beni usati, dato che saranno edotti su tutti i passaggi di proprietà e gli eventuali interventi di riparazione. Avranno più difficoltà tra tutti i piccoli artigiani, costretti alla faticosa e costosa transizione burocratica che li costringerà a mappare ogni singola materia prima.

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