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Moda

Sylvio Giardina, l'alta moda si prende il tempo dell'arte

Da Parigi a Roma il dialogo tra capolavori e moda, omaggio alla bellezza

Ormai le sfilate durano più o meno un quarto d’ora, costano cifre da capogiro e raramente raccontano storie importanti. Lo scorso luglio Sylvio Giardina ha presentato a Parigi nel Musèe de Cluny dedicato al mondo medioevale una piccola ma stupefacente collezione d’alta moda ispirata dal ciclo di arazzi fiamminghi sulla storia della dama con l’unicorno. Eseguiti nel XV secolo e conservati proprio nel meraviglioso museo francese sul Medioevo, gli arazzi sono incredibilmente belli e ben conservati: un caso più unico che raro di manufatti tessili intatti nonostante abbiano 9 secoli di storia alle spalle. Dopo averci mostrato 10 pezzi unici che il designer ha realizzato facendo dialogare l’arte del taglio imparata da un mostro sacro come Fernanda Gattinoni con lastre di paillettes, plissé Fortuny cotto al forno e nastri di chiffon intrecciato a canestro, Giardina ha detto: «Finirò la presentazione nella sala affrescata da Andrea Pozzo dentro al refettorio del convento di Trinità dei Monti a Roma». Vista l’incredibile complessità dei modelli presentati a Parigi abbiamo pensato che il secondo capitolo prevedesse altre creazioni poetiche e visionare come l’immagine della dama con l’unicorno nei sei indimenticabili arazzi medioevali. Invece a Roma Giardina ha presentato gli stessi bellissimi vestiti di Parigi dando però vita a una performance in quella stanza affrescata più di 300 anni. In buona sostanza il designer ha realizzato sul pavimento una specie di cartone preparatorio nato dal collage d’immagini stampate su carta con le scene della Dama con l’unicorno e delle Nozze di Cana. L’immagine era bella e potente. Non aggiungeva niente all’alta moda di Sylvio Giardina ma imponeva il rispetto dovuto alla costruzione di qualsiasi manufatto sia esso creato per durare secoli o solo il tempo di una performance.