Moffa: "Fli in mano a Bocchino non sta a destra"

L'ex deputato finiano ora nel gruppo dei resposabili critica la linea dei falchi di Futuro e Libertà: "E' sospetta l’aper­tura di credito di una parte della sinistra e del partito di Repubblica nei confronti di Fini. E quando il quotidiano di riferimento diventa il Fatto Quotidiano ... c’è qualcosa che non va"

Onorevole Silvano Moffa, ex Fli ora responsabile, la convince l’ultima svol­ta moderata di Fini?
«Mi auguro che i toni tornino sui livelli più pacati del confronto civile ma ho l’impressio­ne che la svolta arrivi fuori tempo massimo. Una delle regole della politica è la credibilità».

E lei al dietrofront non ci crede?
«Mi sembra l’ennesimo eccesso di tattici­smo da parte del presidente della Camera».

Fa il moderato per non far volar via le colombe?
«Certo.Con quanta credibilità non so.D’al­tronde il Fli ha fatto la scelta di stare all’opposi­zione. E ora è da lì che devono ritagliarsi un ruolo».

Però dicono che stanno a destra.
«Ho dei dubbi.D’altronde è sospetta l’aper­tura di credito di una parte della sinistra e del partito di Repubblica nei confronti di Fini. E quando il quotidiano di riferimento diventa il Fatto Quotidiano ... c’è qualcosa che non va».

Urso ha detto: «Rimango nel Fli perché sono riuscito a evitare che il treno dera­gliasse ».
«Il problema è che il treno sta già in un’altra stazione. E il congresso ha sancito quali sono all’interno del Fli i rapporti di forza».

Tutto in mano a Boc­chino.
«Esatto. E questo condi­ziona la scelta strategica. Ha prevalso la linea disso­­lutrice rispetto alle idee cardine della destra. Pen­so al bipolarismo, al rap­porto con l’elettorato di centrodestra, alla spinta ri­formista da dare al gover­no ».

Spinta che ora date voi Responsabili?
«Ma certo. Prenda la ri­forma della giustizia: un cambiamento epocale nell’interesse dei cittadi­ni, privo di elementi criti­ci ».

Nel senso: niente nor­me «ad personam»?
«Esatto. Vedremo ades­s­o come si comporterà Fu­turo e libertà. Mi auguro non ne facciano una guer­ra di religione e staremo a vedere se arriverà l’ennesi­mo “ no” strumentale».

Perché ennesimo?
«Come il niet pretestuo­so al federalismo: la de­stra è sempre stata a favo­re del federalismo fiscale per responsabilizzare gli enti locali ed elimi­nare gli sprechi».

Torniamo alla giustizia: questa riforma non si poteva fare prima? «Certo. Non solo è stato un errore non met­terla in agenda nel 2008: andava fatta nel ’94».

Separazione delle carriere, responsabi­lità civile dei magistrati: anche Fini è o era d’accordo.
«Sì. Così come molti esponenti del Fli erano d’accordo alla reintroduzione dell’immunità parlamentare».

Rimpasto di governo. Troppi pochi po­sti rispetto alle persone da accontenta­re?
«Sarebbe un errore pensare che l’operazio­ne di ricomposizione si esaurisca in una logi­ca del do ut des . Certo, è giusto che i Responsa­bili siano rappresentati nel governo».

Riequilibrio nella bicameralina sul fe­deralismo. Quando?
«Noi Responsabili non siamo rappresenta­ti mentre Udc e Api - che non ha gruppo al Senato - sì. Un vulnus che ho fatto presente a Fini».

E lui?
«Zero. Vedremo nei prossimi giorni. È una questione di rappresentanza, di democra­zia ».