Molestava le studentesse: prof sospeso per due mesi

Al liceo Beccaria. Con la scusa delle ripetizioni avrebbe approfittato delle allieve Il giudice dispone l’interdizione, indagata la preside dell’istituto

La scusa era quella delle ripetizioni. Un’ora di latino e greco, a tu per tu. Un’occasione per restare da solo con le sue studentesse. E almeno in due casi, secondo la procura, per approfittare di loro. Per questo, il giudice per le indagini preliminari Paola Di Lorenzo ha sospeso dal servizio - e per un periodo di due mesi - un professore del liceo classico Beccaria.
L’episodio che ha dato il via all’inchiesta, condotta dal procuratore aggiunto Marco Ghezzi (che aveva chiesto l’arresto dell’insegnante), sarebbe avvenuto il primo marzo scorso. Il pretesto era quello dello scarso rendimento in greco di una ragazza di 17 anni, portata dall’insegnante in un’aula vuota mentre il resto della classe seguiva l’ora di religione. Qui l’avrebbe abbracciata contro la sua volontà, sussurrandole una serie di frasi oscene. La ragazza era riuscita a fuggire, poi lo aveva denunciato alla preside con una lettera. È il primo caso, a cui ne seguirebbero altri. Una volta partite le indagini, infatti, una seconda studentessa - oggi maggiorenne - aveva denunciato di aver subito molestie simili. Era il gennaio del 2007. Stando al racconto della giovane, il professore - che oggi ha 59 anni - avrebbe avvicinato prima il padre della ragazza, dicendosi disponibile a darle delle ripetizioni a titolo gratuito. Al termine delle tre lezioni, il professore avrebbe invitato la 17enne nella propria abitazione per un caffé, mentre la moglie era fuori. Una volta ricevuta la ragazza, l’uomo l’avrebbe abbracciata contro la sua volontà, accompagnando le molestie a frasi «imbarazzanti».
La preside dell’istituto di via Linneo, dopo aver accantonato l’idea di sospendere l’insegnante per mancanza di testimoni e avergli consigliato un periodo di «malattia» (e per questo è indagata per truffa ai danni dello Stato), si era rivolta all’ufficio scolastico provinciale, che aveva avviato un’ispezione. Ma per l’interdizione si è dovuto aspettare l’intervento della magistratura. Oggi il professore è indagato per violenza sessuale, anche se «solo» per l’ipotesi di reato più lieve, che sostanzialmente trasforma l’accusa in molestie sessuali, ma con l’aggravante dell’aver violato i doveri inerenti al pubblico servizio.
A completare il quadro, anche la testimonianza di un’altra studentessa, sentita dal pm come persona informata sui fatti. La ragazza, che si era rifiutata di uscire con l’insegnante, ha raccontato della «vendetta» del professore: un’interrogazione di greco a sorpresa, e un «3» sul registro.

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