nostro inviato
ad Amsterdam
La Renault non è in forma. Di più. È gasata, allegra, è piena di energie da spaccare il mondo e patron Flavio Briatore sembra ringiovanito di dieci anni quando si presenta sul palco della Factory, capannone di Amsterdam molto in e molto disco. Giacca azzurra, camicia blu, jeans e stivali a punta neri e i proverbiali occhialetti squadrati e azzurrati: Briatore si presenta così sul palco; sembra aver appena chiuso un night, invece ha giusto terminato di preparare la nuova sfida. Perché è meglio così, è meglio non avere più Alonso. «Quando un team perde il campione, rimane scombussolato, noi no. Anzi: se Fernando fosse rimasto ci sarebbe stato il rischio di rilassarsi, invece la sfida contro di lui e la McLaren ci stimola tutti di più».
La sfida di Briatore - Patron Flavio tracima voglia di F1, erano anni che non lo si vedeva così. Arringa: «Noi ma è di sé che parla abbiamo cambiato la F1; abbiamo iniziato con la Benetton e proseguiamo con la Renault. Abbiamo portato il primo tedesco al titolo, Schumi; ora il primo spagnolo e poi abbiamo aperto agli italiani... Se il titolo non sarà nostro spero vada a Fernando, però anche un grande, se manca laffidabilità, non può far nulla e tanto meno rendere simpatica la McLaren. Gli vogliono impedire di parlare italiano? Vorrà dire che Ron Dennis imparerà lo spagnolo. Il team favorito? La Ferrari. Non solo: Massa è cresciuto molto, può vincere il mondiale, però noi proveremo a batterla di nuovo e sarà il massimo farlo con un pilota italiano. Tra Schumi e Alonso chi sceglierei? Al 100% Fernando... la F1 non sentirà la mancanza di Michael». Quindi scherza sulla super presentazione della McLaren che gli ha sottratto Alonso: «Sono già felice perché, rispetto a loro, ho in tasca da investire per la macchina otto milioni di euro che Ron Dennis ha buttato nel mega show di Valencia... Noi siamo la F1 che si diverte e diverte, quella flessibile, per questo ci ha scelti il nostro nuovo sponsor...».
Nuova macchina e nuovo sponsor - Si vocifera che il gruppo bancario olandese abbia investito sul team 60 milioni di euro lanno e la cifra deve essere verosimile a giudicare da come i galletti vive la France hanno subito rinunciato ai colori storici per far posto, sulla neonata R27, ad una accozzaglia di colori. In sequenza: al posto del giallo e blu, ecco il bianco, il giallo, il blu scuro e, incredibile come accostamento, larancione del nuovo sponsor. Più che una livrea, una tavolozza di Picasso; più che tute di piloti, divise da sbandieratori del palio. Però una macchina saggia e prudente nei contenuti tecnici, una monoposto destinata ad ampia evoluzione ma in linea con il passato. Risultato: la R27 è un brutto anatroccolo motoristico.
La grande occasione di Fisico Toccherà, dunque, e soprattutto, a Fisichella dimostrare se la bruttina a quattro ruote può crescere e diventare cigno. Per il momento anche lui è combattuto fra i segnali positivi in pista, «cresceremo molto, la Ferrari senza Schumi e Brawn ha perso qualcosa», e quelli psichedelici della livrea «dopo lo choc iniziale mi è sembrata anche bella...». Ma è di altro che vuole e deve parlare Giancarlo. Perché questanno non ci saranno più scuse: lo sa lui e lo sa Briatore che ha sapientemente e crudelmente shakerato le proprie aspettative sul romano: «Giancarlo ha il talento per diventare campione del mondo, questanno avrà tutto il team a sostenerlo, però deve capire che non basta il talento per essere numeri uno, bisogna dedicarsi e impegnarsi e sacrificarsi in ogni momento, al 100%. È sulla buona strada: non parla più lentamente, e anche quando cammina mi pare più veloce...». «Flavio dice così?», domanda e sorride Fisichella, «invece penso di aver sempre dato il massimo... Comunque questanno sarò concentrato come non mai, però la Renault mi deve dare unauto sempre competitiva e affidabile: posso vincere il mondiale, ho più chance io della mia Roma sullInter. Lo scorso anno dovevo sacrificarmi, ora tutti i ragazzi del team vogliono dimostrare che non vincevano solo per merito di Alonso. Sento la responsabilità, ma non è un peso, anzi.
«Il mondiale? Meglio a un italiano che a un finlandese sulla Rossa»
Fisichella si sente pronto per il titolo: «La gente vuole fare il tifo per un pilota, non per una macchina»
Segui Il Giornale su Google Discover
Scegli Il Giornale come fonte preferita
Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.