Aleppo, gli insorti chiedono una tregua alla Russia

“Al fine di salvare la vita a migliaia di musulmani, esprimiamo la nostra disponibilità a partecipare ai colloqui di pace con l'obiettivo del cessate il fuoco su Aleppo"

Aleppo, gli insorti chiedono una tregua alla Russia

Gli insorti ad Aleppo avrebbero chiesto una tregua all’esercito russo. E’ questa l’indiscrezione che trapela dai servizi di sicurezza siriani. La richiesta sarebbe giunta dopo il rafforzamento della presenza russa in Siria e, soprattutto, con l'arrivo del gruppo da battaglia della Admiral Kuznetsov nel Mediterraneo orientale. Il Ministero della Difesa russo, poche ore fa, ha completato la lista dei bersagli, identificando circa cento target Isis nel distretto orientale di Aleppo. Secondo il Cremlino, ad essere colpiti saranno le posizioni fortificate, i campi di addestramento ed i depositi di approvvigionamento dello Stato islamico. Saranno coinvolti tutti gli asset russi schierati nel Mediterraneo orientale, compresi i tre sottomarini posizionati tra Cipro e la costa siriana, equipaggiati con i missili da crociera Kalibr. Allertata, infine, anche la flottiglia del Mar Caspio. Possibile l'impiego dei bombardieri strategici Tu-95 e Tu-160.

Rilevano i media russi: “Fino ad oggi, né la Russia né l'aviazione siriana hanno colpito Aleppo, ma le cose potrebbero cambiare in un prossimo futuro”.

Secondo Izvestia, i terroristi avrebbero proposto un armistizio perché demoralizzati dalla possibile offensiva missilistica russa. Tuttavia non è da escludere la possibilità che gli estremisti possano sfruttare la tregua, se gli venisse concessa, per riorganizzarsi.

In precedenza, anche il gruppo Jabhat Ansar al-Din che annovera diversi gruppi jihadisti, aveva proposto di negoziare un cessate il fuoco su Aleppo con una nota pubblicata sui propri canali.

“Al fine di salvare la vita a migliaia di musulmani, esprimiamo la nostra disponibilità a partecipare ai colloqui di pace con l'obiettivo del cessate il fuoco, dietro garanzie della leadership russa, delle Nazioni Unite e dei rappresentanti autorizzati dei governi di Arabia Saudita e Turchia”.

Mosca rileva che la principale forza attiva nella parte orientale di Aleppo è quella del Fronte al-Nuṣra, esclusa da ogni tipo di colloquio di pace, e che andrebbe comunque annientata.

Il gruppo da battaglia della Kuznetsov

La Admiral Kuznetsov è scortata dall’incrociatore lanciamissili pesante a propulsione nucleare Pyotr Veliky, ammiraglia della Flotta del Nord e dalle cacciatorpediniere classe Udaloy I, Severomorsk e Vice-Admiral Kulakov. Fanno parte della flottiglia anche un rimorchiatore ed una nave di sorveglianza. Il Cremlino ha ordinato a tre navi cisterna, provenienti dai porti russi nel Mar Nero, di rifornire in rotazione la flottiglia per l’intera durata della sua permanenza nel Mediterraneo orientale. Al gruppo da battaglia della Kuznetsov si sono unite anche due unità classe Buyan-M, la Serpukhov e la Zelyony Dol, che hanno attraversato il Bosforo il 5 ottobre scorso. Nel Mediterraneo orientale i russi hanno in attività come unità combattenti anche la fregata missilistica classe Krivak II, Pytlivyj e la dragamine Ivan Golubets. Mosca, infine, ha nel Mar Mediterraneo due sottomarini d’attacco a propulsione nucleare classe Akula, equipaggiati con missili da crociera Kalibr. Rilevato anche un terzo sottomarino a propulsione diesel elettrica appartenente alla classe Kilo. Sono operativi tra Cipro e la costa siriana.

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