Anche l'Ue abbraccia il politically correct: ecco come ci rappresenta

Per presentare il piano NextGeneration il profilo Instagram della Commissione europea opta per un uomo di origini africane con in braccio il figlio e la bandiera dell'Ue: è polemica sui social

Anche l'Ue abbraccia il politically correct: ecco come ci rappresenta

"Siamo rattristati nel vedere una serie di reazioni negative basate sul colore della pelle del padre e del bambino raffigurati in questo post. La società europea è diversificata. Questo è un punto di forza per l'Europa e vogliamo rappresentarlo nei nostri post. Non tolleriamo commenti razzisti o xenofobi sulla nostra pagina". È ciò che si legge sul profilo Instagram della Commissione europea. Cosa è successo? Nei giorni scorsi la Commissione Ue ha pubblicato un post per promuovere le misure contenute nel NextGenerationEu e gli interventi messi in campo da Bruxelles per contrastare la crisi provocata dalla pandemia. "Insieme, possiamo plasmare il mondo in cui vogliamo vivere" si legge nel post poi editato. Ciò che ha provocato un'ondata di commenti negativi, è, tuttavia, l'immagine scelta dall'Ue per annunciare il piano di ripresa: una foto di un giovane padre di origini africane con in braccio un bimbo di colore e nella mano una bandiera dell'Unione europea.

L'Ue rappresenta il piano di NextGeneration con un padre di origini africane

Molti utenti, infatti, non hanno apprezzato questa scelta e lo hanno fatto notare. Sdegnata la replica della Commissione Ue, che ha poi editato il post, sottolineando di non accettare commenti xenofobi o intolleranti sui suoi profili. Chi ha ragione? Al netto di alcuni commentio irricevibili e davvero xenofobi, c'era davvero bisogno di tutto questo? La sensazione è che l'Europa abbia sposato il politically correct per non incappare nelle critiche dei soliti benpensanti: pensate a cosa sarebbe accaduto se nella foto ci fossero stati un padre e un bimbo bianchi. I soliti progressisti avrebbero gridato allo scandalo, alla società patriarcarle, al maschio bianco privilegiato, al razzismo strutturale dell'occidente. Apriti cielo.

Invece, com'era prevedibile, la Commissione Ue ha fatto l'esatto contrario, condannando i commenti xenofobi per apparire ancora più progressista, tollerante e multiculturale. Perché per il politicamente corretto l'unica via maestra da seguire è quella di una società improntata al multiculturalismo: una posa ideologica che non tiene conto della realtà e polarizza il dibattito sull'immigrazione e su come gestire gli immigrati presenti sul territorio europeo. Alcuni stati europei - vedasi la Francia o il Belgio - stanno facendo i conti con i danni devastanti provocati dal multiculturalismo, ad esempio.

Insomma, il problema non è certo l'immagine del padre di colore. È la "forzatura" comunicativa messa in atto dall'Europa e dai suoi canali social e il sospetto che non abbiano voluto ritrarci come dei "bianchi" per timore di qualche rappresaglia di Black Lives Matter o di qualche intellettuale da salotto di turno. Follia della politica dell'identità, di cui l'occidente è sempre più succube.

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