Dietro agli attentati di Parigi anche due rifugiati politici

I servizi francesi al lavoro per dare un nome ai terroristi. Solo tre sono stati identificati: uno è siriano, uno francese e uno egiziano. Il kamikaze francese era già noto ai servizi. Tre jihadisti sono stati arrestati a Bruxelles

Dietro agli attentati di Parigi anche due rifugiati politici

All'indomani della mattanza, la Francia reagisce. E prova a stringere il cerchio attorno ai jihadisti che ieri sera hanno colpito Parigi. Degli otto attentatori morti durante gli attentati uno sarebbe un immigrato siriano che, passando dall'isola di Lero, è entrato in Europa il 3 ottobre e ha ottenuto lo status di rifugiato politico. Un altro sarebbe, invece, un ragazzino francese già noto ai servizi per le sue frequentazioni. Poi ci sono i terroristi che non sono stati ammazzati e che sono riusciti a fuggire. Tre di questi sono stati "pizzicati" a Bruxelles. Secondo quanto riferiscono i media, inoltre, la polizia sarebbe alla ricerca di un altro migrante, registrato sempre in Grecia, e implicato negli attentati francesi

Secondo i dati forniti dal procuratore Francois Molins e dai suoi servizi, i terroristi morti negli attacchi delle ultime ore sono otto. Almeno sei di loro si sono fatti esplodere con la cintura esplosiva. Ma ce ne sono altri in fuga. Anche se al momento se ne ignora il numero. Quattro sono i terroristi morti durante l'irruzione della polizia per liberare gli ostaggi alla sala concerti Bataclan, tre si sono fatti saltare con la cintura esplosiva, uno è stato ucciso dagli agenti. Altre tre kamikaze si sono fatti saltare davanti allo Stade de France, provocando la morte di tre passanti e numerosi feriti gravi. Un ottavo terrorista, secondo la procura, è stato ucciso a boulevard Voltaire, nei pressi del Bataclan. "I terroristi erano professionisti, sparavano con gli Ak47 a colpo singolo, 3-4 alla volta, tutti ben mirati - racconta un testimone al Guardian parlando della sparatoria davanti al caffè - sembravano soldati delle forze speciali". Erano tutti molto giovani. Quelli che hanno colpito il Bataclan avevano meno di 25 anni. Secondo quanto emerso da alcune registrazioni telefoniche, gli attentatori "parlavano molto bene il francese".

Le identità degli attentatori non sono state ancora identificate. Due passaporti, uno siriano e uno egiziano, sono stati ritrovati sul corpo di uno degli attentatori dilaniato del terrorista che si è fatto saltare in aria allo Stade de France. Questo potrà permettere di stabilire eventuali collegamenti con lo Stato Islamico in Siria ed Iraq. Anche perché il siriano faceva parte dell’ondata di immigrati arrivati recentemente in Francia. Come spiega il vice ministro dell’Interno greco Nikolaos Toskas, era stato registrato a Lero il 3 ottobre e qui aveva ottenuto lo status di rifugiato. Alla sala concerti Bataclan è stato, invece, identificato il cadavere di un terzo attentatore. Si tratta di un 20enne francese nato nella banlieue parigina, a Courcouronnes. Tra gli attentatori anche Ismael M. 30 anni e di nazionalità francese. Ma, soprattutto, anche lui schedato negli archivi dei servizi di informazione francesi dal 2010, secondo quanto si apprende da fonti vicine all’inchiesta. Era già noto ai servizi della la Direction generale de la securitè interieure (Dgsi) ed era stato schedato per la sua vicinanza con gli ambienti islamici più radicali e ritenuti a rischio. Alcuni testimoni hanno, poi, dichiarato di aver visto una donna nel commando di quattro terroristi che ha fatto la strage nella sala da concerti Bataclan.

Le operazioni si estendono a tutta l'Europa. Dalla Germania sono arrivate le dichiarazioni del primo ministro bavarese Horst Seehofer che ha detto che vi sono "ragionevoli elementi per credere" che un uomo arrestato lo scorso 5 novembre fosse collegato al gruppo dei terroristi di Parigi. L’uomo, un 51enne del Montenegro, è stato fermato a bordo di un’auto dove erano nascoste mitragliette ed esplosivo, trovate dalla polizia durante un controllo di routine. Dai documenti di viaggio risultava che l’uomo fosse diretto a Parigi. Una vasta operazione della polizia belga è, invece, scattata a Molenbeek-Saint-Jean, sobborgo occidentale di Bruxelles da cui provenivano già alcuni dei terroristi del blitz di gennaio.

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