Attentato al Lubyanka a Mosca, il profilo dell'attentatore

Il killer è un russo di origini tartare, ossessionato dalle armi e laureato in Legge; emerge inoltre una strana telefonata con alcuni arabi

E' stato identificato l'attentatore che ieri pomeriggio ha assaltato a colpi di fucile l'esterno della sede del Fsb in piazza Lubyanka, a Mosca. Il soggetto in questione è stato identificato come Evgeny Manyurov Fathikovic, 39enne cittadino russo di origine tartara, residente a Podolsk, agglomerato urbano a meno di 10km a sud di Mosca.

Secondo il suo account di VK risultava aver studiato Giurisprudenza presso l'Università Statale Russa e risulta iscritto a un corso di analisi sociologica della comunicazione pubblicitaria presso la Higher School of Economics, la cui sede è proprio a poche centinaia di metri dalla Lubyanka. Aspetto di non poco conto, visto che avrebbe permesso al killer di studiare il target senza destare sospetti.

Dopo la laurea in Giurisprudenza, Manyurov aveva aperto una società di consulenza nel settore commerciale ma era stato costretto a chiuderla nel 2015 a causa di irregolarità. Era un appassionato di armi e partecipava spesso a competizioni di tiro anche se chi lo ha visto all'opera sostiene che non fosse un gran tiratore.

Evgeny Manyurov viene descritto da sua madre e da alcuni conoscenti e vicini di casa come un soggetto solitario ed introverso, con problemi di pressione alta che lo costringevano a ricorrere all'uso di pillole, non era sposato, non aveva prestato servizio militare e girava spesso in mimetica. A casa sua gli agenti del Fsb hanno recuperato due fucili "Saiga", due carabine a canna liscia e una cospicua quantità di munizioni. Secondo quanto reso noto dalla madre, il killer aveva parlato al telefono con alcuni arabi (in inglese) nei giorni precedenti all'attacco.

La ricostruzione dell'attacco

Secondo le ultime ricostruzioni, l'attacco avrebbe avuto inizio intorno alle 18:10 (ora di Mosca) di mercoledì, quando il killer ha imbracciato una carabina "Saiga" ed ha aperto il fuoco all'esterno del palazzo del Fsb in piazza Lubyanka, per poi fuggire in direzione Bolshaya Lubyanka street dove si è barricato all'interno di un palazzo. A quel punto la zona è stata evacuata e sono arrivati in forze gli agenti delle squadre speciali del Ministero dell'Interno e della Guardia Nazionale. Manyurov è stato isolato, ne è nato un conflitto a fuoco ed è stato abbattuto.

Il bilancio totale dell'attacco è di un morto (un agente del Fsb) e cinque feriti (tra cui un civile). L'attentatore, oltre al fucile, era in possesso di una pistola, un coltello, un ordigno esplosivo improvvisato collegato a un cellulare e alcune granate.

Mauro Pastorello dell'"Italian Team for Security, Terroristic Issues and Managing Emergencies" ha illustrato che l'arma utilizzata per l'attacco è un fucile AK-104 Saiga, precisamente un MK03 , versione civile del 104. L'arma era inizialmente stata confusa con un AK-47 a causa della somiglianza tra le due.

La motivazione dell'attacco potrebbe essere collegata alla conferenza di Putin per la "Giornata della Sicurezza". Oggi, 20 dicembre, è infatti il 102° anniversario della nascita dei servizi segreti russi, nati come Ceka nel 1917, successivamente divenuti Kgb e poi Fsb. Alcuni testimoni sostengono inoltre di aver udito l'attentatore gridare slogan a favore dell'Isis, ma la notizia non ha trovato conferme ufficiali. Le indagini sono ancora in corso per capire gli eventuali contatti dell'attentatore.

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