Australia, i clandestini non potranno più lasciare i centri per motivi di salute

Si conclude con la vittoria del governo la battaglia contro il Medevac Bill

In Australia torna la linea dura sul fronte migratorio, per effetto della cancellazione di una legge che permetteva agli stranieri rinchiusi nei centri per clandestini di entrare nel Paese per sottoporsi a cure mediche.

Il provvedimento appena abrogato, riferisce Al Jazeera, è il cosiddetto Medevac Bill, entrato in vigore lo scorso febbraio grazie a un sostegno parlamentare trasversale e nonostante allora il governo conservatore del premier Scott Morrison avesse manifestato la sua contrarietà a quelle disposizioni pro-migranti. In base alla legge criticata dall’esecutivo, gli immigrati irregolari trattenuti nei centri australiani per richiedenti asilo situati in Papua Nuova Guinea e sull’isola di Nauru avevano il diritto di abbandonare per “motivi urgenti di salute” tali strutture detentive, di fare quindi ingresso nel Paese e di farsi di conseguenza curare negli ospedali nazionali.

La possibilità, prevista finora dalla legge incriminata, che dei clandestini potessero entrare in Australia con il pretesto dei motivi di salute era stata costantemente bollata dal premier Morrison, ricorda l’emittente del Qatar, come "una truffa” ai danni del sistema normativo federale in materia di difesa dei confini. Ad esempio, il primo ministro, riporta sempre tale network, aveva nei mesi scorsi evidenziato tale paradossale e pericoloso effetto dell’applicazione del Medevac Bill: “Un pedofilo, uno stupratore e qualunque altro criminale può entrare nel nostro Paese grazie a una visita superficiale fatta da un paio di dottori tramite Skype”.

L’esecutivo conservatore ha alla fine vinto la sua battaglia in nome della sicurezza nazionale contro quelle norme giudicate lassiste, in quanto il Senato di Canberra ha appunto approvato recentemente la cancellazione di queste ultime. Decisivo per l’abrogazione della legge pro-migranti si è rivelato il voto espresso dalla senatrice indipendente Jacqui Lambie. Il verdetto della Camera alta sul Medevac Bill, spiega Al Jazeera, era stato infatti incerto fino all’ultimo, poiché preceduto da numerose spaccature createsi all’interno della maggioranza governativa e, di conseguenza, la controversa normativa aveva buone possibilità di restare in vigore.

La scelta sofferta della Lambie di schierarsi a favore della linea di Morrison ha però consentito al premier di raggiungere il suo obiettivo di ripristinare la tolleranza zero verso i clandestini. Dietro al “sì” della senatrice indipendente alla revoca del Medevac Bill, ricostruisce il network del Qatar, vi sarebbero “lunghe trattative” intercorse per giorni tra lei e membri dell’esecutivo.

Proprio l’“accordo segreto” tra uomini vicini al premier e la Lambie è attualmente oggetto delle feroci critiche dell’opposizione, indignata per il fatto, riporta la stessa emittente, che un’importante decisione parlamentare sui diritti degli stranieri sia stata preceduta da “opachi negoziati” tra emissari di Morrison e una senatrice indipendente. Ad esempio, Penny Wong, capogruppo al Senato dell’opposizione laburista australiana, ha biasimato il primo ministro per avere condotto “trattative nell’ombra” con una rappresentante del popolo per influenzare una scelta della Camera alta sul diritto degli stranieri alla salute.

Anthony Albanese, leader del Labour, ha poi additato, tramite un tweet, la decisione della compagine governativa di mettere fine al Medevac Bill come un segno di mancanza di umanità.

Critiche al premier sono state lanciate anche da Barri Phatarfod, medico e rappresentante dell’ong per l’assistenza sanitaria ai richiedenti asilo Doctors for Refugees, che, ai microfoni di Al Jazeera, ha tuonato: “La cancellazione del Medevac Bill è un risultato devastante per le vite di persone che hanno già sofferto tanto. Questo voto rappresenta il trionfo della paura sul sentimento di umanità”.

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