Bufera sui guardacoste libici: frustano i migranti salvati mare

Un video pubblicato dal Times mostrerebbe gli uomini di Tripoli che percuotono e terrorizzano i migrati salvati. Giallo su un nuovo accordo Ue-Tunisia

Bufera sui guardacoste libici: frustano i migranti salvati mare

L'accordo sui migranti fra Libia e Italia non ha ancora compiuto tre settimane di vita che già le modalità impiegate dalle forze armate di Tripoli per contrastare il traffico di esseri umani hanno scatenato una bufera.

Un video che anticipa il documentario Libya's Migrants Hells del reporter Ross Kemp e pubblicato pochi giorni fa dal quotidiano britannico The Times mostra alcuni uomini della guardia costiera libica mentre frustano ripetutamente i profughi presumibilmente intercettati in mare durante la traversata verso l'Italia. L'imbarcazione fermata dai libici sarebbe stata bloccata al largo di Sabratha, porto di grande importanza nella parte occidentale del Paese.

Fra i naufraghi ci sono anche donne e bambini, ma questo non impedisce agli uomini della guardia costiera di percuotere i naufraghi con tubi di plastica, di prenderli a calci in faccia e di terrorizzarli con grida e minacce. Immagini che indignano e che hanno già fatto il giro del web. Secondo il foglio londinese, le percosse e le frustate rappresenterebbero una prassi abituale fra gli equipaggi libici incaricati di soccorrere le imbarcazioni di migranti alla deriva.

Il giallo dell'accordo con la Tunisia

Le immagini che gettano ombre sulle modalità con cui la Libia effettua le operazioni di salvataggio in mare arrivano proprio nelle ore in cui si inizia a parlare di un altro accordo sui flussi migratori in mare, questa volta allo studio degli esperti di Ue e Tunisia. Bruxelles e Tunisi, secondo quanto riportava questa mattina Federico Fubini per il Corriere della Sera, starebbero lavorando alla bozza di un piano per trasferire 200 migranti ogni mese nel Paese maghrebino, scelti fra quanti vengono intercettati in mare dalle forze navali italiane ed europee. Una volta sbarcati, potrebbero fare richiesta di asilo per l'Europa ma rimanendo sul suolo africano.

L'intesa, che pure riguarderebbe una parte davvero esigua del totale di chi si mette in mare (2400 migranti appena, su un totale di 181mila sbarcati in Italia nel solo 2016, ndr), verrebbe completata da un sostegno finanziario per i tunisini, oltre a aiuti contro il terrorismo nel campo delle operazioni di polizia e di intelligence.

Sulla ricostruzione proposta dal quotidiano di via Solferino, però, si è aperto un giallo nel pomeriggio quando la portavoce della Commissione europea Natasha Bertaud è intervenuta con una dichiarazione scritta per smentire ogni voce su un ipotetico accordo euro-tunisino sui migranti, parlando di "informazione totalmente falsa".

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