Clint Eastwood sta con Donald Trump

L'attore Clint Eastwood: "Tutti siamo stanchi del politicamente corretto e dell'atteggiamento servile". E difende le frasi "razziste" di Donald Trump

Clint Eastwood sta con Donald Trump

In un periodo non proprio facile per lui, finito al centro di numerose polemiche di cui fatica a liberarsi, arriva un endorsement importante per Donald Trump. Quello di un attore e regista che fa parte, da decenni, del Pantheon della destra americana. Stiamo parlando di Clint Eastwood, divenuto celebre per l'ispettore Callaghan e per diverse altre pelliccole. Ottantasei anni, indiscussa fede repubblicana, Eastwood sostiene che Trump sia la scelta migliore per l'America, perché "è uno tosto" ed è meglio lui della "generazione di fighette" (pussy generation) che "ha paura di dire le cose vere e ci sommerge di politicamente corretto".

Non usa mezzi termini Eastwood. Va subito al sodo. Anche se mette le mani avant: "Il mio non è un endorsement, non appoggio nessun candidato né ho parlato con Trump". Insomma, non andate a dirgli che lui si immischia nelle questioni politiche. Nell'intervista rilasciata alla rivista Esquire, insieme al figlio Scott (anche lui attore), si limita a esprimere le proprie considerazioni sulla vita e sulla politica.

Il tasto su cui insiste è questo: "Siamo tutti stanchi del politically correct. Oggi siamo nel pieno della generazione "kiss-ass", la generazione "pussy": questo non si può dire, questo non si può fare, tutto è proibito. Altrimenti piovono accuse di razzismo". Sin troppo chiaro il riferimento a Trump. Anche se, alla fine, Eastwood muove una velata critica al tycoon: "È uno che dice quello che gli passa in testa, e spesso non si tratta di concetti così buoni. Capisco da dove arrivano, ma non sono sempre d'accordo con lui".

E spiega, ad esempio, un altro punto su cui non è d'accordo con Trump: "Non è intelligente basare le tue accuse sul fatto che una persona è di origini messicane. (Trump) ha detto una serie di stupidaggini, come tutti, da entrambe le parti. Ma la stampa e l'opinione pubblica ne fa un caso enorme dicendo 'Oh, questo è razzismo'. Ma andate a quel paese... sono tempi davvero tristi".