"Dieci volte la velocità del suono": la Nord Corea testa un nuovo missile ipersonico

Pyongyang ha effettuato un nuovo test di un presunto missile ipersonico, il secondo in meno di una settimana. Il vettore ha volato per 700 chilometri ed è stato lanciato verso il Mar del Giappone

"Dieci volte la velocità del suono": la Nord Corea testa un nuovo missile ipersonico

La Corea del Nord sembra aver effettuato un secondo test di un missile ipersonico. Intorno alle 7:25 (ora di Tokyo) dell'11 gennaio, Pyongyang ha lanciato quello che è sembrato un potenziale missile balistico diretto verso est dall'interno della Corea del Nord.

I dettagli del lancio, come riporta il ministero della Difesa nipponico, sono attualmente in fase di analisi, ma se si è trattato di un vettore in normale traiettoria balistica, si stima che abbia volato per meno di 700 chilometri cadendo in mare poco al di fuori della Zona Economica Esclusiva (Zee) del Giappone. Secondo il regime nordcoreano, e secondo alcuni esperti, si tratterebbe di un vettore ipersonico che ha effettuato un nuovo e più avanzato test di volo rispetto al precedente – tenutosi lo scorso 28 settembre: la velocità risulterebbe essere doppia (circa Mach 10) e la testata sembra che sia di tipo manovrabile.

Nella passata occasione la Corea del Nord avrebbe sperimentato il suo primo missile di questo tipo, denominato Hwasong-8, lanciandolo da Toyang-ri, nella contea di Ryongrim della provincia di Jagang. Il missile era stato definito “strategico” dal regime, termine che in questo caso si riferisce, più che alla gittata, alla capacità di montare ordigni nucleari. Il tracciato di traiettoria del vettore, infatti, aveva evidenziato un apogeo di 60 chilometri su una distanza percorsa di circa 200 e ha dimostrato “caratteristiche di volo diverse dai missili precedentemente testati dal Nord”.

Secondo alcuni esperti di Seul il vettore potrebbe essere qualcosa di nuovo, come un missile ipersonico, in quanto aveva seguito una traiettoria molto più piatta e più bassa rispetto ai missili balistici tradizionali. Col termine ipersonico ci si riferisce a qualsiasi oggetto volante, sia esso un missile balistico, da crociera o un aereo, in grado di volare stabilmente a velocità maggiori di Mach 5 (ovvero cinque volte la velocità del suono in alta quota).

Quel primo test della Corea del Nord è stato piuttosto controverso, e sono state sollevate perplessità in merito anche quando Pyongyang ha mostrato, durante una mostra delle sue ultime creazioni belliche, quello che è apparso come un simulacro del missile.

Quello di oggi potrebbe essere il secondo test di un vettore di questo tipo nell'arco di una settimana: lo scorso mercoledì la “testata ipersonica planante” (o Hgv – Hypersonic Glide Vehicle) si è staccata dal suo vettore e ha manovrato 120 chilometri lateralmente prima di “colpire esattamente” un bersaglio a 700 chilometri (430 miglia) di distanza, come ha riferito il media di stato nordcoreano Kcna.

Quel primo test, e questo secondo, potrebbero essere un segnale di tipo politico di Pyongyang: analisti sudcoreani il mese scorso avevano previsto che il regime avrebbe potuto effettuare un'azione eclatante di qualche tipo – nella fattispecie un lancio di un missile balistico a lungo raggio o addirittura un test atomico – nel periodo che va dall'inizio del nuovo anno sino alle elezioni di metà mandato statunitensi per riportare l'attenzione di Washington sulla questione della penisola coreana, che sembra essere stata “accantonata” dalla nuova amministrazione Biden, attraverso quel meccanismo che abbiamo definito “diplomazia dei missili”.

Avevamo però spiegato che una simile azione sarebbe stata improbabile, in quanto la Corea del Nord, che si è autoimposta una moratoria sul lancio di vettori a lunga portata dal novembre del 2017 come gesto di “buona volontà”, data l’attuale congiuntura internazionale, vuole evitare che gli Stati Uniti reagiscano con lo schieramento di – ulteriori – assetti militari nell’area del Pacifico Occidentale e soprattutto nella zona che va dal Mar del Giappone al Mar Giallo, quindi nel “cortile di casa” della Cina, che, in questo momento, vuole allontanare la possibilità che i gruppi d’attacco di portaerei e i bombardieri strategici statunitensi siano schierati “in pianta stabile” e in maggior numero nell’area, essendo già fin troppo presenti secondo il punto di vista di Pechino.

La reazione giapponese al test di oggi è stata ferma: il primo ministro Fumio Kishida ha definito i ripetuti test missilistici del Nord effettuati recentemente “estremamente deplorevoli”, aggiungendo che il Giappone “rafforzerà il monitoraggio” delle attività militari di Pyongyang. Anche Seul ha condannato il lancio dell'apparente missile balistico ipersonico, che si pensa sia stato lanciato ancora dalla provincia settentrionale di Jagang al confine con la Cina.

Il comando Indo-Pacifico delle forze armate statunitensi ha affermato di essere a conoscenza del lancio e con l'occasione ha sottolineato il suo “impegno nella difesa della Repubblica di Corea e del Giappone”. Quest'ultimo lancio è arrivato quando sei Paesi, inclusi Stati Uniti e Giappone, hanno esortato la Corea del Nord a cessare le “azioni destabilizzanti” in una dichiarazione congiunta alle Nazioni Unite.

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