"Il virus non è partito dal mercato": gli scienziati cambiano tutto

La rivista scientifica ha pubblicato uno studio di un team cinese. Nel Paese cresce il bilancio di morti e contagiati. In Vietnam primo caso non importato

Cresce la paura in tutto il mondo per l’epidemia di polmonite provocata dal coronavirus. Secondo l’ultimo bollettino emesso alla Commissione nazionale per la Sanità cinese le vittime sono salite a 80 e 2744 sono i casi di contagio.

Per tentare di arginare la diffusione del coronavirus, Pechino ha deciso di prorogare le festività per il Capodanno di tre giorni fino al 2 febbraio, così da limitare gli spostamenti della popolazione. Inizialmente i cittadini del Paese asiatico sarebbero dovuti tornare a lavorare venerdì 31 gennaio, dopo sette giorni festivi che si traducono in centinaia di milioni di viaggi in tutta la Cina. "Questa misura è stata presa per ridurre gli assembramenti e fermare la diffusione dell'epidemia", ha detto il governo cinese in un comunicato.

Di certezze sull’epidemia ve ne sono pochissime. Anche il luogo dove è iniziata la diffusione del coronavirus potrebbe essere diverso dal mercato del pesce di Wuhan, nella provincia di Hubei, finora indicato. Il dubbio è stato espresso un gruppo di scienziati cinesi che hanno condotto una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet e poi ripresi dal sito di Science.

L'articolo, infatti, fornisce dettagli sui primi 41 pazienti per i quali si è reso necessario il ricovero in ospedale e che avevano riportato sintomi confermati e riconducibili al coronavirus 2019-nCoV. Il primo caso è stato registrato l’1 dicembre e non ha evidenziato alcun collegamento con il mercato del pesce. "Nessun legame epidemiologico è stato trovato tra il primo paziente e casi successivi", hanno affermato gli scienziati. Dai dati è anche emerso che, in totale, 13 dei 41 casi non avevano alcun collegamento con il mercato di Wuhan. "Tredici casi senza un collegamento sono un gran numero", ha dichiarato Daniel Lucey, uno specialista in malattie infettive presso l'Università di Georgetown.

Ad accrescere la paura per la diffusione del coronavirus vi è il primo caso registrato in Vietnam di una persona contagiata senza essere stata in Cina. Non un'infezione importata ma un caso di trasmissione da uomo a uomo all'interno di una famiglia. A riferirlo è l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nei report degli ultimi due giorni. Dalle indagini condotte è emerso che "il paziente non aveva precedenti di viaggio nel gigante asiatico, ma era in contatto con una persona con infezione da nuovo coronavirus confermata". Si tratta del "padre, il quale era rientrato da Wuhan", la città epicentro dell'epidemia.

Intanto, il ministro della Sanità della Cina, Ma Xiaowei, in una conferenza stampa ha affermato che la capacità di diffusione del coronavirus sembra diventare più forte e che non sono ancora chiari i rischi della sua mutazione. Il membro del governo ha affermato che il periodo di incubazione è tra 1 e 14 giorni ed è probabile che il numero di casi continui ad aumentare.