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Amnesty, è bufera sul manuale anti-polizia

Fdi: "Si delegittimano gli agenti". L'ex ministro Terzi: "Sono i fan della Albanese"

Amnesty, è bufera sul manuale  anti-polizia
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Grazie ad Amnesty international Italia veniamo a sapere che il nostro è un Paese in cui latitano i diritti umani. Questa organizzazione, inoltre, ci fa sapere che di una cosa soprattutto dobbiamo preoccuparci: di come si comporta la polizia. Tanto che è stato "necessario" per questa organizzazione non governativa mettere in piedi un seminario dal titolo Polizia e diritti umani, del quale abbiamo già parlato ieri su queste pagine. Una notizia che non solo cozza col buon senso ma che solleva molteplici dubbi e scatena l'indignazione di gran parte della nostra classe politica.

Il senatore di Fratelli d'Italia Giulio Terzi, già ambasciatore e ministro degli Esteri, affida ai social un lungo post in cui mostrare tutta la sua indignazione per l'iniziativa. "Quello che viene presentato come un corso sulla polizia finisce così per diventare un corso su come difendersi dalla polizia o, peggio, contro la polizia - scrive Terzi -, lanciato a pochi giorni dai fatti di Torino in cui un poliziotto è stato preso a martellate dai manifestanti dei centri sociali". Secondo l'ex ambasciatore la deriva antisistema di Amnesty tocca con questa nuova iniziativa il suo acme e commenta: "Amnesty ha da tempo svestito i panni di un'organizzazione super partes per intervenire in modo attivo nel dibattito politico con posizioni sempre a senso unico, basti pensare che sono pochi giorni fa la segretaria generale Agnes Callamard, all'indomani dell'annuncio della Francia di voler chiedere le dimissioni di Francesca Albanese dall'Onu, è intervenuta scrivendo: Amnesty International sostiene pienamente il mandato e il lavoro di Francesca Albanese". Negli ultimi giorni, poi, Amnesty Italia ha più volte stigmatizzato il ddl immigrazione che considera "punitivo". In questo strumento normativo, ricorda Serena Chiodo di Amnesty Italia, "l'immigrazione è ancora considerato non un fenomeno da gestire ma una minaccia alla sicurezza. Il tutto, si pone in contrasto con gli obblighi di diritto internazionale". "Quello che provo - tuona la senatrice di Fratelli d'Italia Ester Mieli - è solo indignazione". "Quello che dovrebbe essere un momento formativo sui diritti umani - aggiunge Mieli - si trasforma, nei fatti, in un manuale su come difendersi dalla polizia: impostazione che dipinge sistematicamente gli agenti come potenziali violatori di diritti, alimentando un clima di sospetto e delegittimazione verso chi indossa una divisa".

E uno sconsolato Lucio Malan (capogruppo al Senato di FdI) sintetizza: "Quelli di Amnesty sono passati dal difendere i diritti umani dalle dittature, a insegnare come difendersi da chi difende la legge e la libertà negli Stati liberi e democratici".

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