Con l’inizio del 2026 torna centrale un tema che riguarda milioni di italiani: le detrazioni fiscali per i lavori sulle parti comuni dei condomìni e, soprattutto, gli adempimenti necessari per non perdere il beneficio.
Entro il 16 marzo, infatti, gli amministratori dovranno trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle spese sostenute nel 2025 che danno diritto alle detrazioni. Senza questa comunicazione, il rischio è che il beneficio non compaia correttamente nel modello 730 precompilato dei condòmini. Vediamo come si trasmettono le spese, quali i lavori contemplati e cosa controllare nel 730.
La scadenza che “incide” sul 730
La trasmissione telematica delle spese condominiali è ormai un passaggio strutturale del sistema fiscale. L’Agenzia delle Entrate utilizza questi dati per inserire automaticamente le detrazioni nella dichiarazione dei redditi. Un errore, un’omissione o un ritardo possono quindi tradursi in:
detrazione non inserita nel 730;
percentuale applicata in misura inferiore;
necessità di correzioni successive con possibile aggravio burocratico.
Quali lavori rientrano nelle detrazioni
Sono agevolabili gli interventi eseguiti sulle parti comuni dell’edificio, tra cui:
- manutenzione ordinaria e straordinaria;
- ristrutturazioni edilizie;
- interventi di efficientamento energetico;
- lavori di messa in sicurezza statica;
- interventi sugli impianti comuni.
Si tratta, in sostanza, dei lavori deliberati dall’assemblea che incidono su facciate, tetto, scale, impianti centralizzati, cappotto termico e simili.
Aliquote: attenzione alla destinazione d’uso
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la percentuale di detrazione applicabile. Per le spese sostenute nel 2025 e dichiarate nel 2026:
- la detrazione può arrivare al 50% per le unità adibite ad abitazione principale;
- scende al 36% per seconde case o immobili non utilizzati come prima abitazione.
Questo significa che la destinazione d’uso dell’immobile diventa determinante per il calcolo corretto della detrazione.
Se l’amministratore non dispone dell’informazione aggiornata, o la comunicazione non è completa, il sistema può applicare automaticamente la percentuale più bassa.
Adempimenti dell’amministratore e modalità di invio
Entro il 16 marzo 2026 devono essere trasmessi:
- dati catastali delle unità immobiliari;
- quote di spesa imputate a ciascun condomino;
- tipologia dell’intervento;
- percentuale di detrazione spettante;
- informazioni utili alla corretta individuazione dell’aliquota.
La comunicazione è obbligatoria. In caso di omissione o invio tardivo sono previste sanzioni amministrative, oltre ai possibili effetti negativi per i condòmini.
La trasmissione deve avvenire esclusivamente in via telematica tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate a cura dell’amministratore, o di un delegato formalmente autorizzato. Il sistema rilascia una ricevuta di avvenuta trasmissione, da conservare come prova. Software gestionali specifici possono facilitare l’invio, soprattutto nei condomìni più grandi.
Adempimenti dei condòmini
Anche i singoli proprietari hanno una responsabilità indiretta. È opportuno, quindi, per loro:
- comunicare all’amministratore se l’immobile è abitazione principale;
- verificare la correttezza dei dati anagrafici e catastali;
- controllare il 730 precompilato quando sarà disponibile.
Perché nel condominio fiscale non esiste solo il diritto al bonus: esiste anche il dovere di fornire i dati corretti.