"Il Coronavirus è una scusa degli italiani per fare la siesta..."

L'incredibile affermazione è stata pronunciata da Christian Jessen, medico e presentatore di programmi "spazzatura" inglesi, durante un'intervista radiofonica, pur ammettendo di "essere un po' razzista"

"Il Coronavirus è una scusa degli italiani per fare la siesta..."

"Il Coronavirus? Una scusa degli italiani per prolungare la loro siesta”. La vergognosa affermazione porta la firma del dottor Christian Jessen, medico 43enne ma anche scrittore e presentatore tv del canale inglese Channel4.

Senza mostrare alcun rispetto per i 15mila malati e gli oltre mille morti del nostro Paese, durante un'invervista radiofonica alla rete Fubar, come riportato dal quotidiano Independent, questo "signore" non ha avuto il minimo ritegno nell'offendere un paese di 60 milioni di persone che sta lottando contro il Covid-19.

"Gli italiani? Sappiamo come sono..."

Lucidamente, ha avuto il coraggio di ammettere che le sue parole, effettivamente, possono essere imbarazzanti e fuor di luogo. “Quello che dico potrebbe essere un po’ razzista e mi toccherà scusarmi, ma non pensate che il Coronavirus sia un po’ una scusa? - ha affermato Jessen durante l’intervista alla radio - sappiamo come sono gli italiani... per loro ogni scusa è buona per chiudere tutto, interrompere il lavoro e fare una lunga siesta”.

L'uso del termine spagnolo "siesta", molto diffuso anche tra gli inglesi, è stata la chiara allusione al riposino pomeridiano durante le ore lavorative. Come dire, tutti gli italiani si riposano e non fanno nulla. Come riportato da Repubblica.it, Jessen è convinto, di per sè, che il Coronavirus non sia nulla di che, una semplice influenza. "Penso che sia un’epidemia vissuta più sulla stampa che nella realtà - ha affermato - in fondo anche l’influenza uccide migliaia di persone ogni anno”.

"Coronavirus? Solo un raffreddore"

Se è vero che anche l'influenza uccide (8 mila vittime l'anno soltanto in Gran Bretagna) anche i più sprovveduti ormai hanno imparato che il Coronavirus non è affatto una normale influenza. L'intervistatore gli ha fatto anche notare come le vittime in Gran Bretagna siano già 10. “Lo so, è tragico per le persone coinvolte ma non si tratta di grandi numeri. Non colpisce le madri, non riguarda le donne incinte, e nemmeno i bambini per quanto sappiamo, perciò perché questo panico di massa? Diciamo la verità, è solo un brutto raffreddore. Non è una vera epidemia, o meglio, ovviamente lo è, ma ci preoccupiamo troppo. Beh, spero di non dovermi rimangiare queste parole!”

La cosa che lascia esterrefatti è che, un medico, dica una serie di inesattezze (per non dire altro) una dopo l'altra: 1) "Non si tratta di grandi numeri"; 2) "non colpisce le madri"; 3) "è soltanto un brutto raffreddore". Fino a questo momento, tutti e 3 i punti sono stati smentiti dai fatti.

Christian Jessen è un presentatore di programmi con titoli e format "rivedibili" come “Embarassing bodies” (Corpi imbarazzanti) e “Supersize vs Superskinny” (Supergrassi contro supermagri). Ha anche prodotto e narrato un documentario intitolato “Cure me, I am gay” (Curatemi, sono gay), su presunte terapie per “curare l’omosessualità”.

Laureato in medicina al prestigioso University College London, il dottor Jessen ha una specializzazione proprio alla London School of Hygiene & Tropical

Medicine, la facoltà che studia i nuovi virus. Esercita tuttora la professione di medico presso una clinica privata di Harley Street a Londra, anche se il suo principale mestiere è diventato fare la star delle tivù sensazionale.

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