È positivo al coronavirus: si uccide per non contagiare la famiglia

L’uomo aveva scoperto di essere infetto. Per non rischiare di contagiare i suoi familiari, ha deciso di impiccarsi. Era stato rifiutato da un ospedale dove aveva cercato aiuto

È positivo al coronavirus: si uccide per non contagiare la famiglia

Il Coronavirus continua a mietere vittime. E adesso anche indirettamente. Tanti i decessi e le persone contagiate. Tra queste anche chi non riesce a sopportare l’idea di essere infetto e di poter quindi attaccare il virus ai propri familiari.

Positivo al coronavirus, si uccide

Un uomo, a Wuhan, la città da dove è partito il coronavirus, ha deciso di farla finita dopo essere stato rifiutato dall’ospedale in cui si era recato per essere ricoverato. Dopo aver scoperto di essere positivo al virus ha preso la drastica decisione di porre fine alla sua vita, per non essere una minaccia alla sua famiglia. Secondo quanto raccontato da France24, l’uomo si sarebbe suicidato, impiccandosi a un cavalcavia, dopo che una struttura ospedaliera si era rifiutata di accoglierlo. Gli ospedali sono al collasso, le persone che hanno raggiunto le strutture ospedaliere hanno raccontato di interminabili ore di attesa solo per essere visitate.

Forse questo il motivo del rifiuto di ricovero all’uomo che non ha retto psicologicamente alla risposta negativa. La situazione adesso dovrebbe cambiare, grazie alla costruzione in tempi record del nuovo ospedale cittadino. Luomo che si è tolto la vita non è riuscito ad aspettare, troppa la paura di fare ritorno a casa e rischiare così di mettere in pericolo tutte le persone a cui voleva bene e che amava. Non avrebbe probabilmente sopportato di averle sulla coscienza e di dover convivere con quella terribile colpa.

La città fantasma

Il terrore a Wuhan, città della Cina da dove è partita l’epidemia, emergenza ormai mondiale, non sembra quindi essere diminuito anzi, sembra quasi crescere di ora in ora. Più arrivano le notizie di contagiati e decessi, più la paura aumenta. Facendo anche arrivare a gesti estremi. E se qualcuno viene trovato per strada, come è avvenuto a un uomo qualche giorno fa, disteso sul marciapiede con le buste della spesa ancora in mano, nessuno ha il coraggio di avvicinarsi, neanche per cercare di soccorrerlo o sincerarsi che sia morto e non solo ferito, e quindi magari salvabile.

L’episodio è avvenuto nella mattinata di giovedì scorso, 30 gennaio, davanti a un negozio chiuso, sito in una via solitamente presa d’assalto per lo shopping. Il corpo dell’uomo era disteso per terra e nessuno di coloro che lo hanno visto si è avvicinato per sincerarsi delle sue condizioni fisiche e prestargli aiuto. Nessuno fino all’arrivo dei soccorsi medici, che hanno trattato il decesso come contagio da Coronavirus, anche se la causa della morte non è ancora stata appurata. Milioni di residenti sono chiusi in casa, in quarantena, difficilmente escono dalla propria abitazione per aggirarsi nelle strade deserte di una città ormai fantasma.