Coronavirus, positivi tre turisti italiani a Cuba

Arrivati sull'isola cubana il 9 marzo, sono posti in osservazione presso l'Istituto di Medicina Tropicale a L'Avana. "Nessuno è in pericolo di vita", rassicurano le autorità locali

Tre turisti italiani a Cuba sono risultati positivi al coronavirus. Attualmente, sono ricoverati all'Istituto di Medicina Tropicale "Pedro Kourì" nella capitale L'Avana in condizioni che non destano preoccupazione. I tre, di cui non sono state rese note le generalità, viaggiavano assieme ad un'altra persona risultata negativa al test.

La tv cubana, citando un comunicato del ministero della Salute, spiega che i tre pazienti erano arrivati a Cuba il 9 marzo ed alloggiavano in un ostello nella città di Trinidad. Dei tre contagiati, di cui "nessuno è in pericolo di vita", non sono state rese note nè l'identità, nè l'età: nessuna informazione ulteriore neppure sulle persone che erano in contatto con loro e che sono state poste sotto osservazione.

Come riporta Repubblica.it ed ha precisato la nota ministeriale, non appena hanno manifestato sintomi compatibili a quelli del coronavirus sono stati subito trasferiti nell'Istituto sopra citato. I test di laboratorio sono risultati positivi per tre di essi. Le autorità sanitarie cubane stanno svolgendo le azioni di vigilanza e di controllo epidemiologico per le persone con le quali sono entrate a contatto e che, per il momento, non manifestano sintomi. "L'evoluzione dei tre pazienti confermati - conclude il comunicato - è favorevole e nessuno fino ad ora presenta pericoli per la sua vita".

La situazione nel mondo

C'è un primo caso confermato di coronavirus a Capitol Hill, Washington: si tratta di un membro dello staff della senatrice dem Maria Cantwell, dello stato di Washington, uno dei più colpiti dalla pandemia. La senatrice chiuderà il suo ufficio ed il suo staff lavorerà da remoto.

114 nuovi casi di contagio, il livello più basso da più di due settimane, è l'ultimo bollettino in Corea del Sud. Il dato dimezza i 242 casi di martedì e si colloca sotto gli oltre 500 della scorsa settimana grazie al contenimento del focolaio di Daegu, mentre preoccupano i casi in aumento a Seul. Il "Korea Centers for Disease Control and Prevention" ha riferito che i morti sono saliti a 66. Seul ha annunciato oggi la stretta ai controlli su febbre e misure di contenimento per tutti gli arrivi dall'Europa.

In Cina, invece, sono stati registrati 15 nuovi contagi ed altri 11 decessi. Lo hanno reso noto le autorità sanitarie di Pechino durante l'aggiornamento quotidiano. I casi accertati fino a ieri nel Paese della Grande Muraglia hanno raggiunto quota 80.793 ponendosi sempre al primo posto, nel mondo, di questa triste classifica.

La Thailandia registra 11 nuovi casi di Coronavirus: il numero totale sale a 70 nel paese del sud-est asiatico. "Tutti i nuovi pazienti avevano socializzato e condiviso bevande", hanno detto i funzionari sanitari, aggiungendo che un turista di Hong Kong era stato la fonte dell'infezione. "Il turista di Hong Kong è venuto da solo e già è tornato. Gli 11 infetti sono tutti thailandesi", ha dichiarato Sopon Lamsirithawon, direttore generale del Dipartimento delle malattie trasmissibili.

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