Corte d'Appello contro Trump: boccia il ricorso sul bando degli immigrati

I giudici della Corte d'Appello bocciano il ricorso sui visti agli immigrati. Trump infuriato: "Decisione che apre il Paese a potenziali terroristi"

La protesta della comunità yemenita a Brooklyn
La protesta della comunità yemenita a Brooklyn

I giudici si schierano compatti contro Donald Trump. La Corte d'Appello di Washington ha respinto il ricorso presentato ieri dal Dipartimento di Giustizia americano contro la sentenza del giudice di Seattle James Robart che ieri ha sospeso l'ordine esecutivo con cui il presidente ha bloccato l'ingresso negli Stati Uniti gli immigrati musulmani che arrivano da sette Paesi a rischio terrorismo islamico (Iran, Siria, Iraq, Somalia, Sudan, Yemen e Libia).

"Il giudice apre il nostro Paese a potenziali terroristi e ad altri che non hanno a cuore i nostri migliori interessi. Le cattive persone sono molto felici". Su Twitter il presidente degli Stati Uniti si sfoga con amarezza. La decisione di ieri del giudice federale di Seattle di sospendere il "travel ban" è un durissimo colpo. Trump stesso lo aveva annunciato in campagna elettorale e, appena arrivato alla Casa Bianca, ha mantenuto la promessa fatta agli americani per rendere il Paese più sicuro. Per reintrodurre il decreto esecutivo il dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti ha presentato un ricorso alla Corte d'Appello. Ma il panel dei tre giudici, nominati dall'ex presidente repubblicano George W. Bush e dai due ex presidenti democratici Jimmy Carter e Barack Obama, lo hanno respinto.

In serata il presidente Trump è tornato alla carica: "Non posso credere che un giudice abbia messo il nostro Paese in tale pericolo.

Se accadrà qualcosa, date la colpa a lui e al sistema della giustizia. La gente sta entrando. Male!". E ancora: "Ho dato istruzioni alla Sicurezza interna di controllare le persone che entrano nel nostro Paese molto attentamente. I tribunali stanno rendendo il lavoro molto difficile".

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