Gb, partiti minori che saranno decisivi

Le elezioni di questa sera hanno coinvolto una serie di partiti minori. Ma il loro obiettivo, per lo più, è un referendum per l'indipendenza dall'Inghilterra

La partita di stasera non si gioca solo tra laburisti e conservatori. Esistono anche partiti di caratura inferiore - almeno da un punto di vista elettorale - che però possono modificare il corso della storia. Boris Johnson e Jeremy Corbyn sono i due protagonisti principali, ma nel sistema partitico esistono alcuni gregari da tenere in forte considerazione. Tralasciando i liberaldemocratici, che minori non lo sono affatto (le statistiche previsionali parlano di un 13% del consenso totale), è lecito citare soprattutto le formazioni provenienti da alcuni specifici Stati del Regno Unito.

Gli Unionisti irlandesi hanno consentito a Theresa May di restare a galla per un po' , ma adesso la situazione sembra essere cambiata. Se non altro perché non hanno digerito il modo che Johnson ha utilizzato per trattare la fuoriuscita dall'Unione europea. Gli Unionisti dovrebbero confermare i buoni risultati delle passate elezioni, superando i dieci parlamentari eletti.

Mary Louise McDonald e il suo Sinn Fein, invece, guardano da tutt'altra parte. A riportarlo è stata anche l'Adnkronos. La stessa cui guarda il Partito nazionalista scozzese, ossia verso la strada che porta all'indipendenza dell'Irlanda - da un lato - e della Scozia - dall'altro. Ma la vera variabile di questa turnata è la prima formazione citata, cioè il Dup: se Boris Johnson non dovesse ottenere la maggioranza dei seggi (almeno 326), potrebbe tentare la strada dell'accordo. Molti fattori, però, suggeriscono come questa ipotesi sia difficile da perseguire. Anche per questo per i Tory è importante che la vittoria sia schiacciante.

Il Partito nazionale scozzese, invece, dovrebbe contare su una quarantina di seggi. L'obiettivo è stato dichiarato in tempi non sospetti: un vero e proprio referendum per uscire dal Regno Unito. Gli scenari cui potremmo assistere sono almeno tre: nessuno di questi, tranne nel caso l'ex sindaco di Londra optasse per allungare il braccio in direzione degli Unionisti, prevede che a governare i processi per la Brexit siano i partiti minori.

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