Frauke Petry: "Terrorismo, migranti e euro: così sfido Angela Merkel"

Chiudere le frontiere contro il terrorismo, rimpatriare i migranti irregolari, uscire dall'euro, creare una grande Europa da Lisbona a Vladivostok. Dopo il successo elettorale, la leader dell'AfD spiega in una lunga intervista a ilGiornale.it come vuole cambiare la Germania

Frauke Petry: "Terrorismo, migranti e euro: così sfido Angela Merkel"

Viene dall’ex Germania est, come Angela Merkel, la nuova protagonista della politica tedesca. Ma di quello che dice la Cancelliera, non condivide neanche una virgola. Niente porte aperte. Piuttosto, frontiere chiuse contro l’immigrazione illegale. Frauke Petry, quarant’anni e i capelli corti che le incorniciano il viso e gli occhi verdi, è la giovane leader di Alternative für Deutschland, che dietro l’aspetto gentile cela un animo determinato. Ma che, soprattutto, ha le idee chiare su molte questioni, dall’economia, alla sicurezza, fino alle politiche sociali. E punta a rompere gli schemi del sistema tedesco e ad affermarsi come alternativa ai vecchi partiti. IlGiornale.it l’ha incontrata nella sede della regione Sassonia-Anhalt, a Dresda, dove l’AfD, uscito vittorioso dalle elezioni regionali della scorsa settimana, ha spiazzato tutti, ottenendo più del 24% dei consensi.

Perché vi considerate un’alternativa per la Germania?
AfD è un partito che si è sviluppato perché i due partiti tradizionali, Cdu e Spd, hanno fallito nell’affrontare le principali questioni nazionali come la crisi economica, il difficile sviluppo dell’Ue, l’immigrazione, il supporto alla famiglia o la politica energetica. I tedeschi, inoltre, non sono mai stati coinvolti nel dibattito politico ed, anzi, si sono sentiti sempre più esclusi. Noi invece vogliamo includerli e chiediamo che in Germania venga introdotta una democrazia più diretta, sul modello svizzero. Vogliamo essere il correttivo politico al sistema: per questo ci consideriamo l’alternativa a chi non ha una strategia positiva per la Germania e per l’Europa.

Lei afferma che volete più democrazia, ma molti, al contrario, vi accusano di essere estremisti e i partiti “tradizionali” non vogliono confrontarsi con voi perché non vi considerano un partito “normale”…
AfD è un partito che in tre anni è cresciuto fino al 15% o al 24% in alcuni Länder, e che minaccia il potere degli altri partiti. Portiamo via voti, ed è naturale che non piacciamo loro. Per questo, sapendo che le persone in Germania hanno paura ad essere definite estremiste, ci accusano di essere “estremisti di destra”. È una ricetta semplice, che di solito funziona. Ma che, evidentemente, con noi non ha funzionato.

Martedì, a Bruxelles, un nuovo attacco al cuore dell’Europa. Cosa dobbiamo fare per difenderci dal terrorismo?
Gli attacchi a Bruxelles mostrano chiaramente che Europa e Germania non hanno fatto granché per prevenire queste situazioni. Inoltre, un’immigrazione illegale delle proporzioni di quella che stiamo sperimentando non aiuta a garantire la sicurezza, ma destabilizza i nostri Paesi. La situazione in Belgio e in Francia è peggiore di quella tedesca, ma anche noi abbiamo un certo numero di potenziali terroristi già presenti sul nostro territorio. I nostri servizi lo sanno, ma non possono fare più di tanto. Per questo, è necessario chiudere le frontiere, capire che tipo di persone si trovano già in Europa, e attenersi ai regolamenti europei iniziando ad espellere i migranti irregolari e riportandoli nei loro Paesi.

Quindi, a differenza di Angela Merkel, per voi i rifugiati “non” sono benvenuti?
Questo non è vero. I media dicono che tutti quelli che arrivano sono rifugiati, ma omettono che molti di loro, in realtà, sono migranti. Certo, anche loro cercano un’esistenza migliore, ma non si può affrontare un fenomeno come quello dell’immigrazione illegale con la nostra legislazione attuale in materia di asilo. Certamente, possiamo aiutare i veri rifugiati, ma sappiamo che il tasso di ricezione delle domande di asilo è inferiore al 2% e che soltanto il 30-40% di coloro che arrivano in Europa e in Germania sono rifugiati siriani. È necessario, quindi, allestire campi fuori dall’Europa, gestiti dalle Nazioni Unite, dove selezionare chi ha diritto ad entrare in Europa, perché una volta entrati nel nostro continente non si riesce più a distinguere chi è un migrante e chi un rifugiato.

L’accordo con la Turchia non è una buona soluzione?
L’accordo con la Turchia è fondamentalmente una truffa. Loro mandano i rifugiati in Europa ed in cambio noi negoziamo l’ingresso della Turchia nell’Ue, che è una cosa completamente estranea al problema. Abbiamo buone relazioni con la Turchia, ma sappiamo anche che lì vengono violati i diritti umani e che non c’è un governo democratico. La Turchia non deve in nessun modo entrare nell’Ue e temiamo che l’accordo voluto da Angela Merkel porterà anche all’acuirsi delle fratture etniche interne, come con la minoranza curda, inaugurando un nuovo flusso di rifugiati in Europa, e in Germania. Questo accordo non serve e dobbiamo essere sinceri su questo.

Lei ha definito l’euro “carta straccia”. Perché siete contro la politica monetaria della BCE e la moneta unica?
La moneta unica non funziona allo stesso modo in tutti i Paesi. Per i Paesi del sud, come l’Italia, la Grecia, o la stessa Francia, infatti, l’euro è troppo forte ed è difficile da mantenere, perché non è più possibile deprezzarlo. Per la Germania, al contrario, l’euro è troppo debole. L’Europa oggi è divisa da una moneta che non soddisfa i bisogni dei diversi Paesi membri. Al contrario, avremmo bisogno di competitività, e, quindi, anche per un sentimento di solidarietà, pensiamo che si debba tornare alle valute nazionali che soddisfino gli interessi di ogni nazione, cosa che non accade ora con l’euro.

No alle teorie gender e all’aborto, perché siete un partito pro-life?
Un così alto numero di aborti non è un buon segno per la Germania ed è necessario impegnarsi per ridurli, ma non vogliamo cambiare la legge attuale. Piuttosto, vogliamo aiutare, in modo positivo, le famiglie a scegliere di tenere i bambini e i giovani a pensare pro-life. Allo stesso modo, siamo contrari ai matrimoni omosessuali, ma non vogliamo che si torni indietro sulle gay partnership, perché è giusto equiparare diritti e doveri per le coppie omosessuali. Ma se lo Stato deve scegliere chi privilegiare e sostenere economicamente, crediamo, in conformità con la nostra Costituzione, che debba essere la famiglia tradizionale.

Parlate spesso di pace e giustizia sociale, cosa intendete?
La pace sociale in Germania è crollata drammaticamente. La classe media tedesca ha perso le proprie fonti autonome di guadagno ed è sempre più dipendente dai sussidi statali, la disoccupazione cresce, cresce la povertà, le pensioni sono sempre più basse e si allarga ogni anno di più la forbice tra ricchi e poveri. La causa, è una politica monetaria sbagliata in tutti questi campi. La crisi migratoria ha peggiorato questo quadro, sia in Europa, sia in Germania, perché i migranti beneficiano di sussidi significativi e questo porta ad una competizione tra i migranti e i nostri poveri. Non sono i ricchi, quindi, a pagare, ma la classe media e i poveri di tutta Europa. Dal punto di vista culturale e religioso, invece, pagheremo tutti in termini di libertà: infatti, se sempre più persone da Paesi arabi e africani arriveranno in Europa, la nostra società cambierà, e noi non potremo evitarlo, perché quando la maggioranza cambia, la cultura cambia.

In politica estera, la Germania dovrebbe recuperare la partnership con la Russia o firmare il TTIP?
L’Europa, e specialmente la Germania, dovrebbero porsi come un fattore di equilibrio tra est e ovest. Il TTIP non è importante per le nostre piccole e medie imprese, ma per le multinazionali. Ci sono però già parecchie leggi che aiutano le multinazionali, mentre ce ne sono poche che aiutano le piccole e medie imprese. Piuttosto che firmare il TTIP, quindi, avremmo bisogno di creare un’area di libero scambio tra Europa e Russia, che vada da Lisbona a Vladivostok. La Germania ha già sofferto molto in termini economici per aver interrotto la partnership con Mosca e negli ultimi due anni la nostra crescita si è arrestata drammaticamente. Non penso che si possa andare avanti così.

Qual è il partito in cui vi rispecchiate di più in Italia?
L’idea di essere euroscettici non è solo tedesca, anzi, siamo stati tra gli ultimi a fondare un partito del genere. Ci sono partiti euroscettici in tutta Europa e penso che questo sia un segnale importante.

Marine Le Pen, Frauke Petry, e altre, il futuro d’Europa è rosa, euroscettico e identitario?
In ogni Stato c’è una situazione diversa, il che è positivo, perché c’è una grande varietà di tradizioni e culture in Europa, che è ciò che vogliamo proteggere. Se troveremo in tutta Europa politici e partiti che condividono l’obiettivo di riformare l’Ue e di promuovere una nuova idea di Europa, bisognerà seguire questa nuova strada. Gli individui possono essere importanti, ma più importanti sono le idee politiche che stanno dietro di loro, e, ancora più importante, è la maggioranza delle persone, che supporta queste idee.