Germania, cardinali e vescovi inquieti per uno scisma

Dopo il grido d’allarme lanciato negli ultimi anni dai fedeli cattolici laici, in Germania scendono in campo i cardinali Rainer Maria Woelki e Paul Josef Cordes.

In Germania il rischio che la Chiesa Cattolica subisca uno scisma, capeggiato dal presidente dei vescovi, il cardinale Reinhard Marx, è sempre più concreto.

Dopo il grido d’allarme, lanciato negli ultimi anni da diversi fedeli cattolici attraverso i social, adesso le preoccupazioni arrivano niente meno che da due cardinali, preoccupati della messa in discussione degli insegnamenti perenni della Chiesa su questioni come l'ordinazione femminile, il celibato sacerdotale, l'omosessualità, la convivenza, il divorzio, la contraccezione e la teoria del genere.

L'arcivescovo di Colonia, il cardinale Rainer Maria Woelki, si è dichiarato molto preoccupato di quanto sta accadendo nel paese del Papa emerito, anche alla luce del Synodalversammlung, il cammino sinodale della Chiesa in Germania che ha concluso, a Francoforte, i lavori della prima delle quattro assemblee (alla quale hanno partecipato 230 persone tra laici e chierici) il primo di febbraio.

Intervistato dal Die Tagesposts, il Cardinale Woelki ha parlato di "intense discussioni e polemiche", spiegando che tutte le sue paure "si sono materializzate". In particolare l’alto prelato ha sottolineato che, per quanto accaduto durante questa prima tornata del "sinodo", si è trattato più che di un’assise cattolica di "un parlamento della chiesa protestante", con le basi ecclesiologiche della Chiesa Cattolica che, a detta del cardinale, non sarebbero più rilevanti e con una comprensione della Chiesa in senso "protestante".

Per replicare all'Assemblea sinodale, che ha dato l'impressione di una Chiesa di Germania politicizzata e protestantizzata, il cardinale ha invitato i singoli credenti delle parrocchie a rafforzare l'impegno apostolico del "testimoniare la fede e l'insegnamento della Chiesa". Per Woelki, infatti, "solo perché molti oggi hanno difficoltà con la fede cattolica o non la comprendono, non possiamo dire che la fede e l'insegnamento siano sbagliati o non più rilevanti per una società moderna e democratica".

Sua Eminenza Woelki si è lamentato anche del fatto che molti "semplicemente non sanno più cos'è la Chiesa, che essa proviene anche ‘dall'alto’". Per il porporato, infatti, "la Chiesa è una società umana, ma ha una dimensione divina. Entrambe le dimensioni interagiscono. La chiesa è stata fondata gerarchicamente. Come vescovo ho un'ordinazione diversa, un'autorità diversa, che mi colloca nella tradizione degli apostoli e mi assegna la responsabilità della guida e della santificazione della Chiesa. A questo proposito, non possiamo semplicemente pensare alla Chiesa in categorie moderne, democratiche e repubblicane. La chiesa è davvero ‘sui generis’".

Parlando con il Katholisch.de, Woelki ha rincarato la dose. "Credo che molti degli argomenti avanzati alla prima Assemblea sinodale siano incompatibili con la credenza e l'insegnamento della Chiesa universale. Gran parte della teologica cattolica non è stata condivisa e si ritiene che la chiesa possa essere progettata in un modo completamente nuovo e diverso. La visione della tradizione della chiesa non ha giocato un ruolo importante".

Il Vescovo di Passau, monsignor Stefan Oster, si è dichiarato preoccupato sullo stato di avanzamento del percorso Sinodale. Oster ha detto di aver visto "una minoranza di vescovi e laici per i quali è importante l'insegnamento della chiesa" e una netta maggioranza dell'Assemblea sinodale che ha insistito fortemente sui "cambiamenti", come il sacerdozio per gli sposati e più ruoli ecclesiali le donne. Come scrive il Sir (che ricorda l’intervento, durante il sinodo, del transessuale Janosch Roggel, uno dei 15 delegati under trenta dell’assemblea), alcuni gruppi di femministe "hanno raccolto 153 mila firme per chiedere il sacerdozio per le donne; le giovani non sono più disposte ad ‘accettare e ubbidire’; la ‘realtà supera il magistero’; l’esclusione della donna dai ministeri getta ‘un’ombra sul lavoro di advocacy che la Chiesa fa per i diritti umani’".

Il vescovo di Ratisbona, monsignor Rudolf Voderholzer, a proposito degli abusi sessuali che sono stati praticati negli anni da esponenti del clero cattolico, e che sono stati strumentalizzati per il dibattito sul celibato all’interno del sinodo tedesco, ha spiegato che "non è affatto scientificamente provata una connessione causale tra il celibato sacerdotale e gli abusi".

La preoccupazione per quanto sta accadendo in Germania è stata ribadita anche da un altro cardinale. Si tratta di Paul Josef Cordes, presidente emerito del Pontificio Consiglio "Cor Unum". Intervistato da La Nuova Bussola Quotidiana, Sua Eminenza Cordes ha dichiarato che "con la ‘Via sinodale’ la Conferenza Episcopale di Germania ha iniziato un processo ecclesiale molto rischioso. De facto si apre la possibilità a uno scisma. Anche se a parole i portavoce affermano sempre la loro cattolicità, i temi della discussione nelle diocesi e a livello nazionale sono in gran parte materia di competenza della Chiesa universale, dunque non sono a disposizione di una Chiesa locale".

Il porporato, che è stato uno stretto collaboratore sia di San Giovanni Paolo II che di Benedetto XVI, ha girato il coltello nella piaga spiegando che nella "Chiesa cattolica la responsabilità di decidere sulla dottrina e sulla morale si fonda sul sacramento d’Ordine; il coinvolgimento del ‘Comitato centrale dei Cattolici’ (ZdK) rende dunque impossibile ogni decisione vincolante. Il gravissimo danno di questo ‘processo’ sta nel voler suggerire – spinto dai mass media anticattolici o atei – l’idea di una ‘Nuova Chiesa’: un’istituzione per diffondere una filantropia intramondana avente come scopi: ecologia, giustizia e pace. L’avvertimento continuo di Joseph Ratzinger, ‘non dimenticate Dio!’, viene fatto svanire nel vento dai suoi connazionali".

Parole durissime che sono state fatte proprie da un gruppi di fedeli laici cattolici che hanno tenuto un incontro preghiera - di fronte alla Cattedrale di Francoforte - in opposizione all'agenda progressista e filo protestante attuata dai vertici della Chiesa tedesca. "Con la preghiera del Santo Rosario abbiamo espresso la nostra profonda fiducia nel potere della Madonna", ha dichiarato Markus Roth. "Non abbiamo paura del futuro e delle cose a venire. Sappiamo che il suo Cuore Immacolato trionferà. Vogliamo preservare la fede tradizionale, vogliamo vivere e morire cattolici!".

Intanto il cardinale Marx, che ha respinto le accuse, nei prossimi giorni incontrerà papa Francesco per riferire i contenuti della prima sessione sinodale. Poi la Conferenza Episcopale di Germania si riunirà a Fulda a marzo mentre a settembre si terrà la seconda assemblea sinodale.

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Commenti

newman

Lun, 03/02/2020 - 23:00

Il voler morire da cattolico é stato anche il forte desiderio che il Cardinal Ottaviani espresse in sede di assemblea al Concilio Vaticano II. Un intervento accolto dai fratelli nell'episcopato con grande ilaritá e incredulitá che un cardinale dei tempi moderni si possa esprimere in questo modo e con questo attaccamento alla fede cattolica. Quella che oggi vediamo nella chiesa cattolica, dal papa in giú é la maturazione dei frutti avvelenati del Vat2. In Germania i cosidetti progressisti sono a tutti gli effetti dei protestanti che dicono di essere cattolici. La chiesa é appiattita ad un corpo sociale qualsiasi. Cui si applicano tutte le leggi di una democrazia moderna. Corpo mistico di Cristo? Ma scherziamo? Nel ventunesimo secolo? Costituzione divina da parte del Fondatore? Ma siamo pazzi? ...

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 04/02/2020 - 07:58

Il probabile scisma era causato dal mancato riconoscimento delle radici giudaico-cristine della cultura europea. Il becero prof. Prodi invece di misurare i piselli e mandare risorse finanziarie in Cina, doveva occuparsi della Cristianità.