Governo danese vuole trasferire clandestini su un'"isola deserta"

L’iniziativa del governo conservatore è stata fortemente criticata dalle ong pro-migranti e dai partiti di sinistra

Governo danese vuole trasferire clandestini su un'"isola deserta"

Il governo danese ha in questi giorni disposto il trasferimento su un’“isola deserta” degli immigrati irregolari presenti sul territorio nazionale. In base al piano predisposto dalle autorità di Copenaghen, questi ultimi verranno infatti reclusi in un centro di detenzione allestito sulla remota e disabitata isola di Lindholm, al largo della costa orientale del Paese.

La struttura dovrà ospitare cittadini stranieri già raggiunti da provvedimento di espulsione, perché dichiarati privi dei requisiti per ottenere lo status di rifugiati politici oppure perché condannati dalla giustizia danese per reati commessi nella nazione scandinava. Fonti vicine all’esecutivo, interpellate dai media locali, precisano che le persone destinate agli alloggi realizzati a Lindholm dovranno restare in tale condizione di isolamento “fino a quando non sarà attuabile il rientro nei rispettivi Stati di provenienza”. Gli individui in partenza per la remota destinazione sarebbero infatti in prevalenza originari di nazioni che non si sono ancora dichiarate disponibili ad accogliere i clandestini espulsi dal Paese scandinavo. Di conseguenza, fino a quando Copenaghen non avrà siglato accordi in ambito migratorio con questi Stati, gli irregolari non potranno abbandonare l’inospitale località.

Secondo il sito di informazione The Local, il trasferimento a Lindholm dei clandestini presenti in Danimarca sarebbe stato proposto al premier conservatore Rasmussen dai nazionalisti del Dansk Folkeparti (Df), i quali, con i loro voti, “mantengono in vita” l’esecutivo. La tesi della rete all-news è stata confermata dagli stessi vertici del Df, i quali, tramite un comunicato, hanno rivendicato la “paternità” del provvedimento: “I delinquenti stranieri devono andare via dalla Danimarca. Fino a quando non si potrà procedere al loro rimpatrio, questi verranno trasferiti sull’isola di Lindholm, dove verranno sorvegliati ventiquattro ore su ventiquattro dalla polizia. La guardia costiera garantirà inoltre un presidio fisso al largo di tale località, al fine di scoraggiare ogni tentativo di evasione.”

L’iniziativa del governo conservatore è stata fortemente criticata dalle ong pro-migranti e dai partiti di sinistra. Ad esempio, il Danish Refugee Council ha etichettato come una “macroscopica violazione dei diritti umani” il trasferimento a Lindholm dei migranti irregolari, mentre Uffe Elbæk, leader della formazione politica ecologista Alternativet, ha accusato l’esecutivo di adottare “scelte abominevoli”. Per il Partito social-liberale, invece, il piano predisposto dal gabinetto Rasmussen non sarebbe nient’altro che uno “spot elettorale”.

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