Le colpe Ue sui migranti

Guerra tra siriani e afghani: scoppia l'inferno nel campo profughi

Incendio choc a Samos dopo una lite per il cibo esplosa tra siriani e afghani. Interviene la polizia

Guerra tra siriani e afghani: scoppia l'inferno nel campo profughi

Sono le 22 quando il campo profughi dell'isola di Samos viene avvolto dalle fiamme. L'incendio, divampato alle porte del Centro di Ricezione e Accoglienza, si estende nella "giungla" circostante. Oltre 6mila richiedenti asilo vengono evacuati mentre i vigili del fuoco si mettono al lavoro per domare qualle che viene definita come una "tragedia tistemente annunciata" (guarda la gallery).

"Stanotte Samos si è trasformata nell'inferno che abbiamo sempre temuto. Sta accadendo in questi minuti. Nonostante gli infiniti appelli, le autorità non hanno mai fatto niente, e alla fine è successo. È il caos più totale. Glielo avevamo detto. Non hanno ascoltato. E ora è il purgatorio in Terra", dichiara Nicolò Govoni, presidente della onlus italo-greca Still I Rise. L'incendio sarebbe nato da una rissa tra afghani e siriani all'interno del campo. La convivenza tra migranti nell'hotspot infatti si fa ogni giorno più difficile.

Vivere sull'isola greca dove 6mila persone affollano un hotspot pensato per sole 648 non è facile. Il numero di arrivi dalla vicina Turchia aumenta ogni notte e nel campo non c'è spazio per tutti. Così, nella foresta che circonda l'hotspot costruito dal governo greco con i finanziamenti dell'Ue, i migranti hanno dato vita a un enorme accampamento. IlGiornale.it è stato in quella distesa di tende colorate e baracche improvvisate dove giovani, donne e bambini vivono in pessime condizioni. E dove risse e liti sono all'ordine del giorno.

L'incendio scoppiato nella notte è solo uno degli ultimi episodi che dimostrano il dramma della vita nel campo. Tre persone sono state ricoverate con ferite da coltello, mentre altre otto sono in ospedale per difficoltà respiratorie, secondo quanto riferito dal sottosegretario Manos Logothetis. "La situazione qui è molto difficile per noi siriani", ci aveva raccontato Aziz. Sono infatti loro, quelli che "scappiamo davvero da una guerra", a trovarsi sempre più in difficoltà: non sono stati inclusi nel campo ufficiale, dormono nelle tende e devono combattere contro le altre comunità. "Dopo l'incendio ci hanno lasciato qui nelle tende, nessuno si occupa di noi", ci ha raccontato, raggiunto al telefono.

L'hotspot è però anche il luogo dove si consuma ogni giorno il dramma degli oltre 1500 bambini, 300 dei quali non accompagnati, senza mamma e papà. E quello delle donne, vittime ogni giorno di abusi e violenze. "Due anni di denunce contro le autorità, una causa penale contro l'amministrazione, due interrogazioni parlamentari in Parlamento Europeo per chiedere spiegazioni all'Europa, tutti i media italiani per rompere il silenzio e poi ignorate tutto? E poi fate finire tutto in morte?", tuona Nicolò Govoni. Samos, così come le altre isole greche, è sempre più al collasso. E quel campo che pulsava e invadeva la cittadina sottostante, ora è ridotto a un mucchio di cenere (guarda il video).

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