Hollande: "La Francia è in guerra"

Il presidente francese promette battaglia: "Vendicheremo i nostri morti. Questi assassini sono vigliacchi". E ancora: "Dobbiamo cambiare la costituzione per combattere il terrorismo"

Hollande: "La Francia è in guerra"

"La Francia è in guerra". François Hollande lo dice senza mezzi termini alle Camere dopo gli attentati di Parigi, "Intensificheremo gli attacchi in Siria. Non dobbiamo contenere quest'organizzazione, la dobbiamo distruggere".

"I terroristi credono che il popolo libero possa essere impressionato dall'orrore, ma invece no, la Repubblica francese ha ben sopportato queste prove, sempre viva. E il popolo francese è coraggioso e non si ferma", ha detto il presidente francese a Versailles, "Quella che viviamo non è una guerra di civiltà, perché questi assassini non ne rappresentano nessuna. Sono vigliacchi che hanno sparato sulla folla disarmata. La Francia ha affrontato ben altre prove e quelli che hanno voluto sfidarla sono stati i perdenti della storia".

Contro l'Isis, Hollande chiede "una grande e unica coalizione per combattere questo esercito terroristico". "Gli attentati sono stati pianificati in Siria, organizzati in Belgio e perpetrati sul nostro territorio, probabilmente con delle complicità", sottolinea il presidente francese, "Nei prossimi giorni incontrerò i presidenti Obama e Putin per unire le nostre forze".

Intanto la Francia si blinda per evitare nuovi attentati: "Mercoledì verrà presentato un progetto di legge per prolungare lo stato d'emergenza a 3 mesi e di adattarlo alle tecnologie e alla minacce con le quali ci confrontiamo oggi", promette Hollande, "Ritengo, in coscienza, che dobbiamo far evolvere la nostra Costituzione per agire contro il terrorismo di guerra". L'idea è quella di riformare l'articolo 16 (sui poteri straordinari del presidente in caso di minaccia allo Stato) e il 36 (sullo stato di guerra e interventi armati all'estero). E non solo: "Cinquemila posti di lavoro supplementari per polizia e gendarmeria saranno creati nei prossimi due anni", dice il presidente, "Niente tagli all'esercito fino al 2019. In queste circostanze, il patto di sicurezza vince sul patto di stabilità".

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