Gli immigrati di Calais abusano dell'arte di Banksy

Il dipinto su muro fatto dall'artista inglese non è più un simbolo per gli immigrati ma bensì un modo per guadagnare del denaro

Gli immigrati di Calais abusano dell'arte di Banksy

Qualche settimana fa l'artista di origine britannica Banksy ha pubblicato sul proprio sito le foto di un nuovo murales.

L'opera di street art è apparsa su un muro della Giungla di Calais, l’enorme baraccopoli dove vivono gli immigranti che dalla Francia provano a raggiungere il Regno Unito. Il disegn raffigura l’ex CEO di Apple Steve Jobs con in mano una sacca e un vecchio computer Apple. L'artista fa riferimento alle radici di Jobs, il cui padre biologico di Jobs era un rifugiato siriano di nome Abdul Fattah Jandali, che arrivò a New York negli anni Cinquanta.

Gli immigrati a cui è indirettamente dedicata l'opera hanno trovato un ingegnoso metodo per lucrarci sopra. Hanno deciso di coprire il murales e di esporlo solo a pagamento. Chiunque voglia vedere l'opera è costretto a pagare. Solo dopo il versamento dedlla tassa, uno degli "addetti" rimuoverà il telo che copre il dipinto.

Una mossa che va contro sia alle autorità di Calais che avevano fatto sapere di proteggere il murales e uno schiaffo alla stessa arte di Banksy. Il writer sul prorpio sito commentaa così il suo Steve Jobs:"Spesso siamo portati a credere che gli immigrati prosciughino le risorse di un certo paese, ma Steve Jobs era figlio di un immigrato siriano. Apple è la società più redditizia al mondo, paga oltre 7 miliardi di dollari all’anno in tasse ed esiste solo perché gli Stati Uniti hanno accettato di accogliere un giovane uomo da Homs".

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