"Io, italiana e con due bambine. E la Germania vuole cacciarmi"

Il racconto di una italiana in Germania che rischia di essere rimpatriata per aver perso il lavoro dopo la gravidanza

"Io, italiana e con due bambine. E la Germania vuole cacciarmi"

Gli italiani ospiti "sgraditi" in Germania? A quanto pare diversi nostri connazionali avrebbero subito pressioni per tonarnare "a casa" da parte dell'ufficio per gli immigrati tedesco. Come ha ricordato ilGiornale su Radio Colonia sono state raccolte le testimonianze dei rappresentanti dei patronati sindacali che sono alle prese con le norme che regolano la permanenza degli stranieri in Germania. E a far discutere, come riporta ilFatto, è anche il racconto di una donna italiana che dopo aver smesso di lavorare in seguito ad una gravidanza ha chieso il sussidio. Tre mesi dopo aver inoltrato la richiesta arriva la convocazione proprio dall'Ufficio immigrazione che le comunica un vero e proprio ultimatum: "Mi hanno comunicato che avevo quindici giorni di tempo, visto che non potevo provvedere a me stessa, per trovare un lavoro: altrimenti mi avrebbero rimpatriato e avrebbero pure pagato il viaggio a me e alle bambine, se non fossi stata in grado di poterlo pagare io".

Di fatto questo giro di vita nasce dall'applicazione di una norma che va a penalizzare chi è straniero ed è in cerca (o ha perso) il lavoro in Germania. La norma è nata per dare un freno all'erogazione dei sussidi "generosi" per gli stranieri. Ma questo atteggiamento di Berlino va totalemnete contro i principi europei e il sottosegretario agli Esteri, Merlo sottolinea: "Se fosse vero, l’atteggiamento della Germania sarebbe molto grave e andrebbe a colpire l’essenza stessa della Ue. Sarebbe un paradosso: l’Italia sotto accusa perché cerca di difendere l’Europa dall’immigrazione illegale e la Merkel che starebbe colpendo un diritto fondamentale dei cittadini Ue".


La replica di Radio Colonia

E sul caso arriva la replica di Radio Colonia: "A chi vengono inviate le lettere? In base alla vigente normativa tedesca, dopo un anno di lavoro, si matura il diritto al sussidio di disoccupazione, che ha la durata di 6 mesi. Per altri 6 mesi, nel caso se ne faccia richiesta, si possono percepire prestazioni di sostegno sociale. Superato questo periodo, se non si risiede in Germania da almeno cinque anni, o si svolge una prestazione lavorativa di almeno 10,5 ore settimanali, non vengono più erogate prestazioni assistenziali". "Succede quindi -prosegue la nota di Radio Colonia - che alcuni comuni, dopo aver ricevuto l'informazione da parte dei Jobcenter (gli uffici del lavoro locali) di richieste di rinnovo di aiuto sociale, oltre i 6 mesi garantiti, venendo a mancare i requisiti previsti dalla legge (come detto, 5 anni di residenza o prestazione lavorativa di almeno 10,5 ore settimanali), "consiglino" agli italiani, e agli altri stranieri di origine europea, di lasciare il Paese, a meno che non dimostrino di essere alla ricerca di un lavoro".

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