Le forze della Nato verso Kunduz. "Respinto un assalto all'aeroporto"

Da due giorni la città nel nord dell'Afghanistan è caduta in mano agli insorti. Il capo dei servizi si scusa in parlamento

La polizia afghana prepara la controffensiva a Kunduz

Sono ancora molte le domande sulla caduta di Kunduz, anche dopo che il direttore del Nds, l'intelligence afghana, Rahmatullah Nabil, ha presentato le sue scuse alla Wolesi Jirga, la camera bassa del parlamento di Kabul, spiegando che da tempo circolavano voci sulla possibilità che i talebani provassero a prendere il controllo di alcuni distretti provinciali.

La caduta di Kunduz per molti versi potrebbe assomigliare a quella di Ramadi, in Iraq. Basta leggere quanto ha raccontato alla stampa afghana il generale Murad Ali Murad, vice capo di stato maggiore dell'esercito, che due giorni fa parlava di una ritirata strategica, per evitare che i civili finissero coinvolti nei combattimenti.

Oggi, a due giorni dall'ingresso delle forze talebane in città, un contingente della Nato, costituito da uomini statunitensi, britannici e tedeschi ha raggiunto Kunduz, a sostegno delle forze locale impegnate nella controffensiva, mentre già ieri gli aerei americani hanno bombardato le postazioni alla periferia.

TOLO Tv, una televisione locale, scrive che riprendere il controllo della città, nell'Afghanistan settentrionale, non sarà una missione così semplice. Al momento i talebani controllano le vie d'accesso principali a Kunduz e una serie di campi minati rendono complicato avvicinarsi.

Nel mirino degli insorti pare esserci ora l'aeroporto cittadino. Voci che circolano da qualche ora sostengono sia già caduto, ma gli stessi giornalisti locali dicono che capire cosa davvero stia succedendo a Kunduz non è così scontato e la televisione locale parlano di un assalto respinto.

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