La Lagarde tira dritto: "L'euro è irreversibile, ma va cambiato Patto di Stabilità"

Christine Lagarde si aspetta nello scenario più grave una caduta del prodotto interno lordo del 15% solo per il secondo trimestre

La Lagarde tira dritto: "L'euro è irreversibile, ma va cambiato Patto di Stabilità"

"Credo che i termini del Patto di stabilità e di crescita debbano essere rivisti e semplificati prima che si pensi a reintrodurlo, quando saremo usciti da questa crisi": la proposta è di Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea (Bce), intervistata da Federico Fubini sul Corriere della Sera. Dall'emergenza sanitaria alle ripercussioni economiche della pandemia fino alla sentenza tedesca di Karlsruhe, Lagarde spiega a trecentosessanta gradi il suo punto di vista su come uscire dalla crisi del coronavirus, con una convinzione ben precisa: il rischio per l'euro è prossimo zero e la moneta unica è irreversibile. Ricordando la mission della Banca centrale europea, Lagarde spiega che "la stabilità dei prezzi è il cuore del nostro mandato, con un’inflazione al di sotto ma vicina al 2%". In circostanze come quelle di oggi, afferma, "in cui l’inflazione – e le attese di inflazione – sono nettamente inferiori all’obiettivo e l’economia è in profonda recessione, la Bce deve perseguire una politica monetaria accomodante quanto necessario per stabilizzare, allo stesso tempo, l’inflazione e l’economia. Dobbiamo intervenire ogni qual volta si manifesti un rischio di restrizione delle condizioni finanziarie".

Parlando della reazione dei Paesi europei alla crisi, Christine Lagarde sottolinea che "i Paesi economicamente più indeboliti", che a volte "sono i più colpiti dal virus", non hanno margini di manovra di bilancio che "permettano lo sforzo necessario a risollevare le loro economie". Per questo motivo, prosegue la presidente della Banca centrale europea, "la soluzione è dunque un piano europeo di rilancio di bilancio rapido, solido, per ristabilire la simmetria fra i Paesi nell’uscita dalla crisi. Per chiarezza, questo piano deve avvantaggiare di più gli Stati che ne hanno più bisogno". Positivo il giudizio della Bce rispetto alla proposta di Emmanuel Macron e Angela Merkel di istituire un fondo di rilancio europeo da 500 miliardi di euro. Tale proposta, spiega, apre "la strada a un’emissione di debito a lungo termine effettuata dalla Commissione europea e soprattutto permettono di attribuire aiuti diretti importanti a favore degli Stati più colpiti dalla crisi. Ciò dimostra lo spirito di solidarietà e di responsabilità a cui ha fatto riferimento la cancelliera la settimana scorsa".

Lagarde: "Il Mes non ha nulla a che fare con i salvataggi del passato"

Quanto alle ripercussioni economiche del Covid-19 e dei lockdown nei Paesi europei, la presidente della Bce si aspetta scenari che "vanno da una recessione del 5% a una del 12% nell’area euro per quest’anno". Per Lagarde il rischio per l'euro in questa fase è pari a zero e, soprattutto, la moneta unica "è irreversibile" come dicono i "Trattati". Quanto al Mes, la presidente della Bce è altrettanto perentoria: "Le linee di credito del Mes non hanno niente a che fare con i piani di salvataggio del passato. Si tratta di offerte di prestiti che possono andare fino al 2% del Pil di ogni Paese, a tassi molto bassi e a condizioni minime. Basta dimostrare che i fondi sono destinati alle spese sanitarie dirette e indirette volte a lottare contro la pandemia". Un pacchetto che però secondo l'ex direttrice del Fondo Monetario internazionale è comunque insufficiente rispetto alle enormi sfide poste in essere dalla pandemia di coronavirus in tutta l'Europa.

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