L'idea di Macron per accattivarsi i gilet gialli: liberalizzare l'alcol

Contro le riforme di Macron a favore dei centri rurali si è subito scagliata l’associazione dei piccoli comuni, che parla di "mentalità centralista"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha appena elaborato un pacchetto di riforme inteso ad accattivarsi i gilet gialli e, tra i provvedimenti ideati dal leader de La République En Marche, vi è anche la“facilitazione” della vendita di alcolici.

Il campionario di misure messo a punto dal governo di Parigi, riporta il quotidiano conservatore inglese The Daily Telegraph, è finalizzato a risollevare le comunità rurali, dove vive attualmente circa un terzo della popolazione nazionale e che sono state finora il cuore pulsante del malcontento popolare verso Macron. Le autorità centrali hanno innanzitutto delineato norme dirette a scongiurare la chiusura di bar e taverne situati nei piccoli paesi, che spesso costituiscono gli unici centri di aggregazione sociale nei micro-comuni d’Oltralpe. Di conseguenza, il pacchetto promosso dall’esecutivo Macron stabilisce che i titolari di esercizi commerciali presenti in aree periferiche abbiano diritto a procedure semplificate e meno onerose per il rilascio della licenza di vendita di alimenti e bevande alcoliche.

Oltre a facilitazioni all’attività dei baristi attivi nei paesini, il piano d’azione governativo inteso a rilanciare l’economia della periferia transalpina prevede anche assunzioni straordinarie di medici destinati a prestare servizio nei centri rurali, nonché l’accantonamento dei passati progetti di chiusura delle stazioni e delle linee ferroviarie di campagna.

La stessa testata britannica sottolinea che il pacchetto di riforme ideato da Macron per attenuare il malcontento popolare è stato già duramente contestato da uno dei principali quotidiani d’Oltralpe, Le Figaro. Quest’ultimo ha appunto bollato la strategia dell’inquilino dell’Eliseo come mere “chiacchiere” e come nient’altro che la riproposizione di provvedimenti già concepiti dai governi precedenti.

Anche l’associazione dei sindaci dei piccoli comuni, capeggiata da Vanik Berberian, primo cittadino di Gargilesse-Dampierre, nella Francia centrale, ha criticato la mossa del Capo dello Stato. A detta della carica municipale, il pacchetto normativo promosso dal leader de La République En Marche sarebbe stato redatto dai vertici governativi senza interpellare minimamente i rappresentanti delle comunità locali e costituirebbe quindi un classico esempio di “mentalità centralista”, ossia di una strategia politica insensibile ai bisogni concreti del popolo delle periferie.

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