L'imam contro Trump : "Prego perché cambi, lo temiamo"

All'indomani dell'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca gli islamici tremano: "Temiamo la sua visione, saranno tempi bui"

L'imam contro Trump : "Prego perché cambi, lo temiamo"

Che il rapporto fra Donald Trump e i musulmani non fosse proprio dei migliori si sapeva da un pezzo.

Il miliardario newyorkese ancora a dicembre dello scorso anno aveva proposto di bandire agli islamici l'ingresso negli Usa, suscitando proteste a non finire e diffuse accuse di islamofobia.

Ora che è stato eletto presidente, le comunità islamiche di mezzo mondo si domandano con preoccupazione quale sarà per loro il futuro.

Il presidente degli imam di Francia Hassen Chalgoumi, ad esempio, si è detto preoccupato per l'avvenire: "Prego Dio che si converta alla democrazia, alla sensibilità per i poveri, all'uguaglianza - ha spiegato a margine di un incontro multiconfessionale alla Sinagoga di Roma - Non è questione di paura in sè, ma paura della sua visione. Spero, prego, che cambi, che la sua sia una politica di democrazia, d'amore, contro la povertà, una politica per l'educazione, la cultura."

All'indomani della vittoria nelle urne, il sito web panarabo Rai Al Youm lo aveva bollato come "un razzista, destrorso, che disprezza e molesta le donne, odia l’islam e i musulmani, vuole chiudere il confine con il Messico e l’America latina."

Anche il professore di legge Khaled Al Beydoun dell'Università di Detroit aveva parlato di "una vittoria dell'islamofobia", dicendosi "preoccupato per un domani cupo".

La convivenza fra islamici e il presidente Trump, insomma, non inizia davvero sotto i migliori auspici.

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