Il pasto poi il decesso: 19 muoiono intossicati dalla carne di tartaruga

Nonostante gli avvertimenti delle autorità, gli abitanti del Madagascar continuano a mangiare carne di tartaruga, esponendosi al rischio-intossicazione

Il pasto poi il decesso: 19 muoiono intossicati dalla carne di tartaruga

In Madagascar sono morte di recente decine di persone a causa della “carne di tartaruga”. Dopo avere mangiato la carne di quel rettile, 19 persone, tra cui 9 bambini, sono infatti decedute sull’isola africana. Ogni anno, in tale Paese, si verificano molti casi di avvelenamenti da cibo, con morti frequenti. Nella stagione calda 2017-18 sono state registrate 16 vittime in due incidenti del genere.

Lunedì, 34 persone sono state ricoverate all'ospedale di Vatomandry, città costiera nell'est dell'isola, a causa di intossicazione alimentare, che si è poi scoperta derivare dal consumo di carne di tartaruga di mare. A effettuate tale scoperta è stata direttamente l'agenzia governativa preposta al controllo della sicurezza della salute e del cibo, che ha in seguito dato la notizia del decesso di dieci di quei soggetti ricoverati. I nove bambini aggiunti all’elenco dei morti hanno invece perso la vita, sempre per avere mangiato il cibo incriminato, nelle loro case, senza neanche raggiungere le strutture sanitarie più vicine. La notizia delle morti dei minori è stata data dal governatore della regione di Atsinanana, a cui appartiene Vatomandry e in cui si sono verificate quelle tragiche intossicazioni. Attualmente, funzionari regionali e ispettori sanitari si sono recati nelle comunità a cui apprtenevano le vittime sia per indagare sui decessi sia per porgere le loro condoglianze ai familiari dei morti avvelenati.

Il consumo di carne di tartaruga marina è molto diffuso nella nazione africana nonostante le autorità sanitarie stiano tentando da tempo di convincere i cittadini a non mangiare né quei rettili né 24 specie di pesce. Tali animali, avvertono le istituzioni locali, si nutrono di un'alga che può diventare tossica durante la stagione calda, da novembre a marzo. Di conseguenza, nella carne di tartaruga e nei pesci possono trovarsi tracce di quell’alga velenosa per l’uomo.

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