Manchester, siti jihadisti in festa: in un video il presunto kamikaze

Dietro l'attacco al concerto di Ariana Grande un 23enne già noto alla polizia. In un video la sua rivendicazione: "In nome di Allah, questo è solo l'inizio"

Manchester, siti jihadisti in festa: in un video il presunto kamikaze

Ancora orrore, ancora sangue. L'Occidente viene colpito nuovamente. Questa volta a morire sono i ragazzini al concerto di Ariana Grande. Il terrorista islamico si chiama Salman Abedi, ha 23 anni ed era già noto alla polizia. Secondo quanto riferito dal Telegraph, Abedi è nato a Manchester nel 1994 ed è il terzo di quattro figli di una coppia di rifugiati libici scappati in Gran Bretagna durante il regime di Muammar Gheddafi. La madre, Samia Tabbal, 50 anni, e il padre, Ramadan Abedi, agente di sicurezza, sono nati in Libia e, una volta emigrati in Gran Bretagna, hanno vissuto prima a Londra, prima di trasferirsi nell'area di Fallowfield, a sud di Manchester (dove oggi la polizia ha arrestato una persona), dove vivevano da almeno 10 anni. Una figlia della coppia, Jomana, 18 anni, ha frequentato il liceo di Whalley Range, prima di lavorare nella moschea di Didsbury, nel 2013. Nata a Manchester, ha due profili Facebook e nel suo status afferma di essere di Tripoli e di avere molti legami con la Libia. Nel suo profilo appaiono anche esortazioni a indossare il velo islamico. Abedi è cresciuto nell'area di Whalley Range. Secondo notizie non confermate, i genitori e i due figli più grandi sono tornati in Libia.

"Recitava preghiere islamiche ad alta voce in strada", raccontano i vicini del presunto attentatore di britannico di origini libiche. Salman Abedi, scrive il Daily Mail, secondo chi lo conosceva aveva "comportamenti strani" nelle settimane precedenti l'attacco. La polizia sta cercando di determinare se l'uomo abbia agito da solo o con il supporto di una cellula terrorista.

La polizia ha recuperato filmati registrati dalle telecamere a circuito chiuso (Cctv) che hanno inquadrato Salman Abedi mentre si stava recando al concerto della popstar Ariana Grande dove ha colpito al termine dell'esibizione. Lo riferisce il Guardian secondo il quale nelle immagini si vede Abedi con una grosso borsa contenente l'ordigno, composto da un mix letale di esplosivo, chiodi e biglie di ferro, trasformate in proiettili dalla deflagrazione. Un fonte della polizia citata dal Guardian sostiene che la natura della bomba rappresenta "un salto di qualità" nella strategia terroristica jihadista perchè era sufficientemente stabile da essere trasportata senza pericoli e letale da uccidere un gran numero di persone. Era dal 7 luglio del 2005, quando 4 kamikaze si fece saltare in aria a Londra nella metro e su un bus uccidendo 52 persone, che non erano state usate bombe in attacchi sul suolo britannico.

La polizia di Manchester ha eseguito due nuovi arresti in operazioni nel sud della Città, nelle aree di Whalley Range e Fallowfield, dove si è verificata un'esplosione controllata. Lo riferisce un portavoce delle forze dell'ordine.

Come spesso accade, puntualmente i siti jihadisti hanno festeggiato l'attentato compiuto nella notte alla Manchester Arena.

Come riporta Site, il sito che monitora l'attività jihadista della galassia estremista, sui canali che sostengono il jihad dei tagliagole dello Stato islamico circola il video che ritrae un jihadista con il volto coperto (guarda il video). Secondo gli analisti del sito diretto da Rita Katz potrebbe essere il presunto autore della strage. A novembre lo Stato islamico aveva diffuso un video in cui istruiva, per filo e per segno, i dettagliate su come fare una bomba. Il video dura appena 16 secondi e mostra il volto, interamente coperto da una sciarpa kefiah, di quello che sarebbe il terrorista, dietro il quale c'è un drappo nero. L'uomo pronuncia poche parole in inglese: "In nome di Allah, il misericordioso e il generoroso, questo è solo l'inizio: i leoni dello Stato Islamico stanno cominciando ad attaccare tutti i crociati. Allah Akbar, Allah Akbar". E subito dopo, l'uomo innalza un cartello bianco su cui è scritto solo un luogo, con la data di ieri, in inglese e in arabo: "Manchester, 2017-05-22".

"Sembra che le bombe sganciate dall'aviazione britannica contro i bambini di Mosul e Raqqa siano appena tornate indietro a Manchester", ha scritto su Twitter un utente chiamato Abdul Haqq, riferendosi alle città dell'Iraq e della Siria obiettivi dei raid della coalizione che cambatte i tagliagole del Califfato e di cui la Gran Bretagna è membro. "Uccideteli ovunque siano", fa eco un altro. Molti utenti, poi, hanno condiviso post che auspicano l'entrata in azione di "lupi solitari" e video di minaccia agli Stati Uniti e, più in generale, all'Occidente diffusi in passato dalla propaganda jihadista. "Twitter - ha riportato il Daily Mail - ha già chiuso numerosi account di sostenitori dell'Isis che festeggiano la strage". Ma è tutto inutile. Sul web è un proliferare di islamici in festa.

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