La moglie di Mike Pence insegnerà dove non ammettono i gay

La moglie di Mike Pence, la vice first lady, tornerà a insegnare in un istituto dove non sono ammesse le persone dichiaratamente gay. Polemica negli States

La moglie di Mike Pence insegnerà dove non ammettono i gay

Quella della famiglia Pence sembra una vera e propria sfida alle comunità Lgbt. Il vicepresidente degli States è considerato un tradizionalista contrario a qualsiasi estensione dei diritti civili, si sa da ben prima della campagna elettorale che lo ha portato alla Casa Bianca, ma anche sua moglie, adesso, ha fatto una scelta destinata a far discutere. Specie nei salotti liberal americani, se non altro perché è lì. oltre che nelle piazze antritrumpiste, che si criticano le scelte dell'attuale amministrazione politica statunitese, dove il fatto che Karen Pence insegni, seppur in modo part time, in un istituto dove gli omosessuali dichiarati non sono ammessi troverà forti contrarietà.

La vicenda è possibile perché la scuola in questione è privata e perché ci troviamo in Virginia. Di sicuro qualcuno potrebbe eccepire il fatto che all'Immanuel Christian School, questo il nome dell'istiuto in questione, venga praticata una forma di discriminazione. Ma la procedure per entrare in quella scuola è chiara: bisogna - come segnala l'Adnkronos - sposare in tutto e per tutto l'unica visione del mondo ritenuta possibile, quella che prevede l'istituzione della famiglia secondo i dettami biblici.

Mike Pence, che è anche un fervente antiabortista, verrà attaccato dai progressisti e - di sicuro - da coloro che riterranno inopportuna la nuova professione della consorte. Si tratta di un ritorno, in realtà, dato che Karen Pence ha già lavorato in quella istituzione. Non sarà il fatto d'insegnare a indignare, è chiaro, ma il luogo scelto. Dalle parti di Washington hanno già replicato a chi, in queste ore, ha mosso i primi attacchi nei confronti della vice first lady. Che Pence e la sua famiglia fossero dei convinti conservatori, poi, è un fattore che gli americani hanno già potuto vagliare nel corso della competizione elettorale. Inutile stupirsi troppo, insomma.

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