È morta Asma, giovane cristiana arsa viva in Pakistan

L'uomo che voleva sposarla non accettava che non volesse convertirsi all'Islam

È morta Asma, giovane cristiana arsa viva in Pakistan

Si era rifiutata di cambiare religione e sposare un pretendente, e per questa Asma Yaqoob, 25enne cristiana del Pakistan, è morta dopo essere stata arsa viva dallo stesso uomo che diceva di amarla. Non voleva diventare musulmana, rinnegando la sua fede, e tanto è bastato perché Rizwan Juggar le cospargesse il corpo di cherosene, per poi guardarla bruciare.

Ricoverata nel Punjab, all'ospedale Mayo di Lahore, Asma è morta dopo avere sofferto dolori atroci per le ustioni gravissime che le ricoprivano buona parte del corpo. Juggar è stato arrestato dopo avere confessato il delitto. È stato il padre della ragazza a confermare agli inquirenti che il fidanzato era andata a cercarla nella casa di Sialkot dove lavorava come domestica.

I fatti sono avvenuti a 120 chilometri a nord di Lahore, nella zona di Mohalla Pakpura. La ragazza, andata ad aprire la porta dopo avere sentito bussare, è stata aggredita e bruciata viva. L'uomo che pù volte l'aveva chiesta in moglie, e che si è dato alla fuga, è stato poi fermato dalla polizia ha detto loro che non voleva ucciderla, "ma solo spaventarla".

"Stava cercando di costringere la ragazza a sposarlo"m ha detto il padre, che quando i fatti sono avvenuti si trovava nella casa dove Asma lavorava, per informarsi sulla salute della madre del suo datore di lavoro. "Lei ha rifiutato la sua proposta perchè non voleva convertirsi all'islam", ha aggiunto, e chiedeva invece a lui di diventare cristiano. Juggar, ora in carcere, deve rispondere dell'accusa di omicidio.

Sono almeno 1000 all'anno, secondo attivisti per i diritti umani citati dal rapporto annuale di Human Rights Watch, i casi di delitti d'onore contro donne e ragazze pakistane. Lo stesso rapporto sottolinea come giovani hindu e cristiane siano spesso costrette a sposare uomini di fede musulmana e che le donne "delle minoranze religiose sono particolarmente vulnerabili".

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