Mozambico, rilasciate le due suore rapite

Le religiose erano state catturate il 12 agosto dalle milizie al Shabab a Mocímboa da Praia, in Mozambico

Mozambico, rilasciate le due suore rapite

Le due suore della congregazione di San Giuseppe di Chambery rapite il 12 agosto scorso a Mocímboa da Praia, in Mozambico, sono state rilasciate. Lo ha annunciato ieri monsignor Luiz Fernando Lisboa, vescovo di Pemba."Le suore – scrive il vescovo in una nota diffusa dall'Agenzia Fides – sono sane e salve. Le nostre Inês ed Eliane, che lavorano nella parrocchia di Mocímboa da Praia, dopo ventiquattro giorni passati in prigioni, sono tornate tra noi". E conclude: "Innalziamo insieme un inno di ringraziamento a Dio e continuiamo a pregare per tutti coloro che sono ancora dispersi, sfollati e che subiscono le conseguenze della violenza e della guerra".

Dopo le cinque suore in Nigeria di due anni fa, due religiose di origine brasiliana erano state rapite dalle milizie al Shabab martedì 12 agosto scorso a Mocímboa da Praia, importante centro della provincia di Cabo Delgado. Le forze dell’ordine e le forze armate erano state costrette a ritirarsi precipitosamente, lasciando per alcuni giorni campo libero ai miliziani. Proprio allora le suore, trovandosi nel mezzo di combattimenti e attacchi, erano state prelevate dalla loro comunità e portate via dai miliziani jihadisti. Per alcuni giorni non si è saputo nulla di loro, ma le autorità nazionali e internazionali si sono subito mobilitate per favorire il loro rilascio. Le trattative sono andate a buon fine proprio quando oltre la metà dei guerriglieri islamisti accusati per gli attacchi nella provincia di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico, è stata prosciolta per insufficienza di prove. Il governo del Sudafrica si è detto "pronto" ad aiutare il Mozambico nella lotta che l'esercito sta conducendo per riconquistare la città di Mocímboa da Praia, in mano jihadista dall'11 agosto, ma l'invito deve venire da Maputo.

Le religiose della congregazione di San Giuseppe di Chambery sono presenti nella cittadina di Mocímboa da Praia dal 2003 e negli anni hanno creato una fitta rete di scuole materne e un centro sociale. La loro presenza ha contribuito a migliorare l’alfabetizzazione dei ragazzi e delle ragazze locali, ma con l’intensificarsi delle azioni militari sul territorio molte di queste scuole hanno dovuto chiudere. Tutte le attività si erano poi concentrate a Mocímboa da Praia, dove è avvenuto il rapimento.

L’azione contro Mocímboa da Praia ha dimostrato un salto di qualità nell’operatività delle milizie Al Shabab. Nel 2017, quando hanno iniziato ad attaccare i villaggi della provincia di Cabo Delgado, si spostavano a bordo di vecchi scooter e utilizzavano armi rudimentali come machete e lance, mentre nelle ultime operazioni sfoggiavano fuoristrada nuovissimi, armi automatiche e una grande capacità di muoversi sul terreno. Secondo alcuni analisti dietro il salto di qualità ci sarebbe una spiegazione. Non si tratterebbe di gruppi jihadisti ma di milizie legate a grandi organizzazioni criminali che stanno creando in Mozambico basi per il commercio internazionale di stupefacenti, gas e pietre preziose. Negli ultimi due anni i loro attacchi hanno destabilizzato la zona provocando secondo l'Onu 200 mila sfollati. Mocímboa da Praia si trova nella provincia settentrionale di Cabo Delgado a 90 chilometri a sud di Palma, località strategica per i grandi progetti internazionali per l'esplorazione del gas naturale cui partecipano compagnie come Total e Exxon Mobil.

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