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Neonazista entra in una scuola russa e fa fuoco: 15 morti tra cui 11 bimbi

Il pluriomicida, un 34enne che indossava una maglietta nera con una svastica di colore rosso, si è introdotto nell'istituto poco dopo l'inizio delle lezioni. Si è tolto la vita dopo l'assalto delle forze dell'ordine

Neonazista entra in una scuola russa e fa fuoco: 15 morti tra cui 11 bimbi

È di 15 morti, tra i quali ben 11 bambini, il bilancio provvisorio di un assalto armato avvenuto all'interno della scuola 88 a Izhevsk, località sita nella Russia centrale. Fra le vittime anche due insegnanti e due guardie di sicurezza. Alto anche il numero dei feriti finora comunicato dalle agenzia di stampa russe, ossia 24 persone fra adulti e piccoli.

Il killer

Stando a quanto riferito dagli inquirenti, l'autore della strage è un ex studente del medesimo istituto scolastico in cui si è verificata la tragedia. "Si tratta del 34enne Artem Kazantsev, originario della città di Izhevsk, diplomato in questa scuola", ha infatti scritto su Telegram il Comitato investigativo della Federazione Russa. Le indagini stanno ora proseguendo all'interno dell'abitazione in cui risiedeva il pluriomicida, si legge ancora nel comunicato, con lo scopo di certificare"la personalità dell'aggressore, le sue opinioni e l'ambiente circostante, così come la sua adesione alle opinioni neofasciste e all'ideologia nazista".

Kazantsev si è introdotto nell'istituto poco dopo l'inizio delle lezioni, aprendo il fuoco contro una delle guardie di sicurezza poste a protezione della scuola. L'omicida, armato di due pistole, indossava una maglietta nera su cui svettava una svastica di colore rosso. Una volta liberatosi della prima guardia, il 34enne ha raggiunto un'aula e quindi sparato contro i presenti. "Il corpo dell'uomo che ha aperto il fuoco è stato trovato dalla polizia", ha dichiarato il servizio stampa del ministero dell'Interno russo, "secondo i rapporti, si è suicidato". Dopo la diffusione della notizia della tragedia, nella Repubblica dell'Udmurtia è stato indetto il lutto a partire da oggi fino al prossimo 29 settembre.

La sparatoria nella scuola russa di Izhevsk è "un atto terroristico disumano", ha dichiarato il presidente Vladimir Putin, che ha poi espresso le proprie condoglianze a tutti coloro che hanno perso i propri cari.

Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, ha ribadito che l'assalto è stato compiuto "da una persona che molto probabilmente appartiene a un'organizzazione o a un gruppo neonazista", come riportato dall'agenzia Interfax.

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