New York, edificio in fiamme nel Bronx: 12 morti, c'è anche un bimbo

Orrore a New York. Le fiamme divampate al primo piano si sono propagate fino al quinto. Bill de Blasio: "È il peggiore degli ultimi 25 anni"

L'incubo è divampato ieri sera, poco prima delle 19, e ha bruciato tutto quello che ha incontrato. Anche le persone che non sono riuscite a scappare dalla furia delle fiamme. E così almeno in dodici sono morti nel terribile rogo divampato, nel Bronx, al civico 2363 di Prospect Avenue. Tra questi c'è anche un bambino di un anno. Il sindaco della Grande Mela, Bill de Blasio, non fatica a definirlo "il peggiore incendio che ha colpito New York nell'ultimo quarto di secolo". Sul posto sono stati, infatti, impegnati oltre 170 vigili del fuoco che, capitanati da Daniel Nigro, hanno lottato contro il tempo per spegnere le fiamme e salvare più vite possibile.

L'edificio, che ha venticinque appartamenti ed è stato costruito nel 1916 con mattoni e intonaco, non era a prova di fuoco. Le cause dell'incendio non sono ancora note ma sembra ormai certo che sia divampato al primo piando per poi propagarsi fino al terzo e, infine, lambire pure il quinto e ultimo, anche a causa del forte vento (guarda la gallery). Secondo alcuni testimoni, ha avuto origine in un settore del palazzo in cui si trovano i contenitori dell'immondizia. Un incubo per tutta New York che da decenni non vedeva un rogo tanto spaventoso (guarda il video). Le 170 squadre anti-incendio, che sono riuscite ad arrivare al sito tre minuti dopo lo scoppio delle fiamme, sono riuscitie a domarle soltanto dopo due ore di strenua lotta. "Questa tragedia è, senza dubbio, di portata storica - ha commentato il sindaco De Blasio - oggi, nel Bronx, ci sono famiglie che sono state distrutte".

"Sono fuggita con mia figlia - ha raccontato una residente, Diana Hayes, al New York Times - ho strappato al fuoco altri due bambini, ma non sono riuscita a portarne con me gli altri...". Le vittime sono state trovate in piani diversi. "C'era un sacco di gente che usciva in barelle, ustionata - ha raccontato un'altra testimone- c'era il fuoco, fiamme davvero davvero brutte, era pazzesco". Dei dodici morti quattro sono bambini: oltre al neonato ci sono altri due piccoli di appena due e sette anni. Un quarto non è stato ancora identificato. Almeno tre delle persone che hanno perso la vita erano componenti di una stessa famiglia.

L'ultimo dramma di questa portata risale al 1990. In quel caso l'incendio fu doloso: un profugo cubano, Julio Gonzalez, appiccò le fiamme a una discoteca, sempre nel Bronx, l'Happy Land Social Club, dove lavorava la sua ex fidanzata. Dopo un estremo tentativo di riconquistarla conclusosi in una lite, Gonzalez versò alcuni litri di benzina all'interno del locale e attorno all'unica uscita. Poi, con due fiammiferi, diede il via alle fiamme e abbassò la saracinesca di metallo. Le 87 persone, che persero la vita quella notte, furono in gran parte giovani della comunità honduregna. La ragazza fu una delle sei persone che riuscì a sfuggire all'inferno di fiamme.

Mappa

Commenti
Ritratto di frank.

frank.

Ven, 29/12/2017 - 09:26

Veramente negli States gli edifici "a prova di fuoco" sono pochissimi e quasi tutti molto recenti. In nome della libertà la "prevenzione" in prevenzione incendi praticamente è sempre stata quasi inesistente e si è sempre puntato tutto sulla protezione e quindi sugli impianti.

Ritratto di Giano

Giano

Ven, 29/12/2017 - 11:55

Chissà perché se fra le vittime c’è un bimbo è sempre più grave e finisce nel titolo. Significa che se, invece di 12 vittime tra i quali un bambino, le vittime fossero 12 tutti adulti, la tragedia sarebbe meno grave? Siccome non sempre i lettori sono all’altezza di capire queste sottilissime differenze (forse si imparano nei corsi speciali per diventare giornalisti), perché qualcuno non ce lo spiega?