Obama contro le discriminazioni: "Non è la società che vogliamo"

Ricordando i fatti di Ferguson, il presidente ha sottolineato il peso che stereotipi e disparità di trattamento hanno ancora nella società americana

Barack Obama parla alla cena annuale del Black Caucus del Congresso

Un messaggio forte contro la discriminazione razziale e per l'abbattimento degli stereotipi. Lo ha lasciato il presidente statunitense, Barack Obama, invitato al tavolo del Black Caucus del Congresso, che riunisce i deputati afroamericani.

Intervenendo alla cena che il gruppo tiene ogni anno, il presidente ha ricordato come "troppi giovani di colore si sentano presi di mira dalle forze dell'ordine", accusati soltanto "di camminare perché sono neri o di guidare perché sono neri", giudicati insomma secondo "stereotipi che alimentano la paura".

Un messaggio particolarmente importante per gli Stati Uniti, che di certo non hanno dimenticato i recenti avvenimenti di Ferguson, dove il diciottenne Michael Brown è rimasto ucciso in una sparatoria, colpito da un poliziotto. Un decesso che ha fatto nascere importanti proteste e lo spunto per ricordare che "la maggioranza degli americani pensa che il sistema giudiziario tratti diversamente i cittadini in base alle diverse razze".

Obama ha chiesto un'inchiesta sulla gestione delle manifestazioni che sono scaturite dalla morte di Michael Brown. In molti hanno criticato una reazione giudicata esagerata da parte delle forze dell'ordine, che sono scese per le strade con mezzi più adatti a un teatro di guerra che a un contesto urbano.

Il presidente ha ricordato come il risultato di questa situazione sia "la diffusa diffidenza verso le forze dell'ordine, che correde l'intera America, non solo le sue comunità afroamericane", rendendo i cittadini "riluttanti ad andare dalla polizia, perché non si fidano". "Non è questa la società che vogliamo - ha detto - non è questa la società che i nostri figli meritano".

Commenti
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Simbruino

Dom, 28/09/2014 - 12:54

Il livello di intelligenza di un popolo si misura dal grado di stupidita´delle proprie forze di polizia-difatti in confronto ad altri, i carabinieri, fessi che siano, appaiono i meno fessi di tutti-Comunque il problema della sfiducia nella polizia e´ risultante dal fatto che sono comunque una categoria di basso profilo culturale come se non minore ai braccianti i manovali gli operatori ecologici od operai in genere, ed appena tolgono la divisa ritornano nel loro mondo a parlare tra di loro di juventus, juventus, juventus, Belen, Belen, Belen, la bmw,la alfa romeo, la lamborghini, e coi´via-Nessuno ha pieta´delle minori facolta´di questa gente che per debolezza mentale debbono svolgere questi umili servizi alla societa´ -

angelomaria

Dom, 28/09/2014 - 13:55

TANTO VUOLE POCO STFRINGE QUESTA NON LAI CREATA TU???

epesce098

Dom, 28/09/2014 - 14:39

angelomaria - Andare un po' a lezioni di italiano NO eh.....?

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Dom, 28/09/2014 - 15:04

Qui da noi in fatto di discriminazione succede esattamente al contrario ed anche grazie al BARACK OSAMA e le primavere arabe.Povera Italia degli ex italiani ci manca solo il macumba ma tramite qualche congolese potremmo metterci d'accordo.I nostri politici e toghe sono già all'altezza della situazione.

marina.panetta

Dom, 28/09/2014 - 15:31

Obama non avrebbe di che lamentarsi di come lo ha trattato la nazione americana, ma si sente in dovere ogni tanto di gratificare i suoi elettori. Il ragazzo ucciso era probabilmente un teppistello, i poliziotti hanno sbagliato, ma la reazione è politicamente sbagliata. Ciò detto, riflettiamo ai casi nostri: quello che succede in America prima o poi succede da noi, con la differenza che i neri americani sono stati importati secoli fa e ormai hanno acquisito un buon grado di cultura e sono in maggioranza dei veri americani, mentre da noi sono venuti di propria volontà, non intendono integrarsi e sono assai lontani dal nostro grado di civiltà.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Dom, 28/09/2014 - 15:38

vedrai presto cosa vogliono gli elettori americani.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 29/09/2014 - 12:45

Quando le cose non gli vanno per il verso voluto, gli immaturi bianchi tirano giù le madonne, ma gli immaturi neri tirano in ballo il razzismo. Ora, la colpa è tutta dei dinamitardi del Premio Nobel, che glie lo hanno dato "per la Pace", senza che il nero della casa bianca abbia fatto qualcosa di pacifico. Anzi, mentre egli si dimena per i suoi pruriti arabo-primaverili, continua a fomentare guerra e incrementa il consumo di esplosivi. Così malgrado l'afro-polinesiano abbia conquistato fortunosamente l'America, di fatto, fa pensare all'Africa lontana, "Pensare a jungla nera, alla tigre e alla pantera e a quel piccolo negretto che va sempre nel tucul"... Tucul del Black Caucus.