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Il Papa rifiuta il nuovo ambasciatore libanese: è legato alla massoneria

Secondo le indiscrezioni de Il Messaggero il Vaticano non avrebbe accettato le credenziali del nuovo ambasciatore del Libano presso la Santa Sede, Johnny Ibrahim, a causa dei suoi presunti legami con la massoneria francese

Il Papa rifiuta il nuovo ambasciatore libanese: è legato alla massoneria

Papa Francesco avrebbe rifiutato le lettere credenziali del nuovo ambasciatore del Libano presso la Santa Sede. Il motivo? I suoi legami con la massoneria.

A scriverlo su Il Messaggero è la vaticanista Franca Giansoldati. Lo scorso luglio il premier libanese Saad Hariri aveva, infatti, nominato l’attuale console generale a Los Angeles, Johnny Ibrahim, come nuovo ambasciatore del Libano presso la Santa Sede. Ma, come sottolineava ad agosto la stampa locale, le credenziali del nuovo ambasciatore non erano state ancora accettate dal Vaticano. Secondo le indiscrezioni circolate sui media libanesi, il silenzio della Santa Sede sarebbe stato legato ai presunti stretti legami di Ibrahim con la massoneria francese. L’appartenenza a questo tipo di organizzazioni è giudicata “inconciliabile” con la fede cristiana. Per questo il Vaticano si sarebbe opposto alla nomina, e la questione sarebbe emersa, secondo quanto scrive la giornalista del Messaggero, in occasione del colloquio tra Papa Francesco e Saad Hariri, durante la visita a Roma del primo ministro del Paese dei Cedri, lo scorso 13 ottobre. Oltre ad aver discusso della situazione politica nel Paese, dei conflitti che affliggono la regione, del dialogo tra cristiani e musulmani, dell’importanza della presenza cristiana in Medio Oriente e dell’impegno del Libano nell’accoglienza dei rifugiati in fuga dal conflitto siriano, il Papa, secondo la vaticanista del Messaggero, avrebbe detto chiaro e tondo ad Hariri che Ibrahim non sarebbe potuto diventare il prossimo ambasciatore del Libano presso la Santa Sede.

Il premier, secondo il racconto della giornalista, sarebbe rimasto “spiazzato” ma avrebbe assicurato al pontefice la sua volontà di risolvere la questione al più presto, trovando una soluzione alternativa. “Risolveremo il problema dell’ambasciatore libanese presso la Santa Sede in maniera adeguata”, ha detto Hariri al quotidiano libanese L’Orient Le Jour. “Non daremo un’importanza smisurata alla questione” e “il problema sarà risolto rapidamente”, ha affermato il premier libanese a margine del colloquio con Papa Francesco. Da parte sua il console Ibrahim, si legge sullo stesso quotidiano, non ha negato di aver avuto contatti con la loggia massonica francese, ma ha assicurato di non farne più parte.

In più di un’occasione dall’inizio del suo pontificato Papa Francesco ha usato parole molto dure contro la massoneria, un’organizzazione alla quale il pontefice sarebbe “profondamente ostile”. Un precedente simile, infine, c’è stato nel 2015, con il braccio di ferro tra l’allora presidente francese, François Hollande, e il Vaticano sulla nomina di Laurent Stefanini come nuovo ambasciatore presso la Santa Sede. Il diplomatico d'Oltralpe, dichiaratamente omosessuale, non fu accreditato in Vaticano. Alla base della decisione all’epoca, ci fu la contrarietà della Santa Sede all’approvazione della legge sul matrimonio egualitario in Francia e il pugno duro usato dall’Eliseo per imporre la nomina, che non aiutò nelle trattative.

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