Piastrina in bronzo intarsiato di turchesi

Su questa piastrina in bronzo sono fissate più di trecento tesserine di turchese, ancora lisce dopo più di tremila anni

Su questa piastrina in bronzo, leggermente incurvata al centro, sono fissate più di trecento tesserine di turchese, ancora lisce dopo più di tremila anni. Ognuna di esse misura pochi millimetri, con uno spessore di circa 1-2 millimetri. Per realizzarla servì un’abilità eccezionale, senza eguali a quell’epoca. Apparve più di cinquecento anni prima dell’invenzione degli ideogrammi in Asia orientale. La sua forza simbolica va ben oltre ogni tipo di linguaggio.

Sotto i campi agricoli di Erlitou giace un’antichissima città. Nel suo centro si erge un grande edificio in grado di contenere fino a 10 mila persone, dove il re discuteva gli affari di Stato con i funzionari. Alcuni ritengono che questa sia la capitale della dinastia Xia descritta nei documenti storici. Nella città si trovavano grandi fonderie di rame. La tecnica di fusione del rame fu inventata molto presto in Asia occidentale e centrale. In epoche successive essa si diffuse anche nella Cina nord-occidentale.

L'utilizzo del bronzo

Oggetti di bronzo apparvero in seguito anche nella cultura di Longshan, diffusa nell’area del corso medio e inferiore del Fiume Giallo, ma erano tutti di piccole dimensioni. Solo all’epoca di Erlitou il bronzo cominciò ad essere usato per fondere oggetti più grandi. Questo fenomeno è specifico dell’età del bronzo cinese, non si verificò in altre regioni del mondo. Sono circa 200 gli oggetti di bronzo rinvenuti ad Erlitou. Questo vaso di tipo jue, un recipiente in bronzo da vino a forma di tripode utilizzato per scopi rituali, è l’esemplare decorato più antico dell’Asia orientale.

La bocca, il manico, i tre piedi che in passato venivano prodotti cuocendo l’argilla, furono per la prima volta fusi con un materiale del tutto nuovo: il bronzo. Il padroneggiamento della tecnologia per la produzione di metalli artificiali rappresentò un enorme vantaggio per la cultura di Erlitou rispetto alle altre culture contemporanee. Il prezioso metallo fuso nel fuoco fu intarsiato di turchesi, un minerale di colore azzurro-verde da sempre apprezzato in Cina. L’abbinamento tra metallo e gemma diede inizio all’età del bronzo dell’Asia orientale. Più di duemila tessere di turchese, che ricordano le squame di un rettile, compongono la sagoma di un drago lungo 70 centimetri. Dalle orbite affusolate, risaltano gli occhi brillanti in giada bianca.

Il drago di turchesi è stato rinvenuto sul corpo del proprietario di una tomba, di fianco al quale era disposta una campana di bronzo con il battente di giada, quasi a rievocare la scena di un antico rituale. Gli sguardi di mitici animali risalenti a tempi molto antichi sono come torce. Forse, fissando gli occhi del drago, il proprietario della tomba iniziò il viaggio mistico che lo condusse fino al mondo dei suoi antenati e a quello degli dei. Questi occhi, un tempo testimoni della prima dinastia cinese, sono ancora lì ad osservare il susseguirsi delle generazioni e a scrutare il movimento degli astri in cielo.

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