Il predicatore islamico: "Auguri di Natale? Il peggiore dei peccati"

La guerra al Natale del predicatore indiano respinto dalla Gran Bretagna e premiato dall'Arabia Saudita: "Fare gli auguri ai cristiani idolatri è un peccato peggiore dell'omicidio"

Il predicatore salafita Zakir Naik
Il predicatore salafita Zakir Naik

L’ultima del predicatore islamico anti-cristiani: augurare “Buon Natale” ai cristiani è un peccato gravissimo, peggio dell’omicidio e peggio della fornicazione. La campagna su twitter del predicatore indiano, esperto di “religioni comparate”, fa esplodere l’ennesima polemica nei rapporti tra musulmani e cristiani.

Quella di Zakir Naik, che si presenta sui social come ex medico di Mumbai reinventatosi a tempo pieno come “dinamico oratore” sull’Islam e sulle religione comparate è l’ennesima battaglia nella guerra personale che sembra aver ingaggiato contro il Natale e la cristianità. Ai seguaci, Naik cerca di fornire argomenti per screditare le tradizioni cristiane. Diversi messaggi lanciati nel web vanno proprio in questa direzione. Tutti dello stesso, pesante, tenore. “Spero che nessun musulmano auguri o condivida alcuno stato sul Natale perché la celebrazione del Natale è contro l’Islam, contro Allah e contro il Profeta. Perciò tenetevi lontani da questo grandissimo peccato”.

E ancora: “Non c’è nemmeno una singola frase in tutta la Bibbia in cui Gesù dice di essere Dio o chiede di pregarlo”. E non è ancora finita: “La gente dovrebbe capire che mentre augurano Buon Natale stanno dichiarandosi d’accordo sul fatto che Gesù Cristo sia nato il 25 dicembre e che Egli sia il figlio generato da Dio. Questa è idolatria e l’idolatria è il peggiore dei peccati, l’unico imperdonabile davanti ad Allah”.

Infine l’ultimo, inequivocabile, “avviso” ai buoni fedeli: “Augurare Buon Natale ai cristiani è peggio dell’omicidio e della fornicazione”.

Zaik è ritenuto uno dei predicatori più estremi e vicino al salafismo che impone una visione estremamente letterale del Corano. Nel 2010 l’attuale premier britannico Theresa May, a quel tempo responsabile degli Interni, impedì l’ingresso nel Regno Unito dell’ex medico perché: “I suoi discorsi sono una prova del suo comportamento assolutamente inaccettabile”.

A luglio, un suo collaboratore fu arrestato in India con l'accusa di aver arruolato e indottrinato almeno quindici ragazzi del Kerala, in India, per rimpolpare le milizie del Califfato. Ma lo scorso anno, Naik fu insignito dall'Arabia Saudita del premio Re Faisal per i servigi resi all'Islam.

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