"Pronti a un attacco chimico". Cosa aspettarsi dello Zar

Crescono i timori di attacchi chimici in Ucraina. Il responsabile della sicurezza, Alexei Danilov, assicura: "Ci sono abbastanza antidoti negli ospedali". E anche l'Oms lancia l'allarme

"Pronti a un attacco chimico". Cosa aspettarsi dello Zar

L'importanza di non sottovalutare il nemico. Mai. Soprattutto nell'ottica di un'improvvisa escalation, di una recrudescenza che potrebbe portare l'esercito russo a utilizzare le armi chimiche. L'Ucraina si è attrezzata per far fronte anche a questo temibile scenario, evocato peraltro con un alto livello di rischio dalla Nato, dalle intelligence internazionali e pure dall'Oms. A oltre quaranta giorni dall'inizio del conflitto, Kiev ha così comunicato di essersi attrezzata per riuscire a soccorrere civili e militari proprio nel caso di un attacco chimico: la rassicurazione è arrivata dal segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza e la difesa, Alexei Danilov.

Nelle scorse ore, lo stretto collaboratore del presidente Zelensky ha fatto sapere che tutte le misure per fronteggiare una minaccia di quel tipo sono state predisposte. A dimostrazione del concreto pericolo percepito. "In precedenza si diceva che i russi avrebbero potuto preparare un attacco chimico contro le forze armate e alcune delle nostre città", ha premesseo Danilov in un intervento televisivo, spiegando che "il lavoro pertinente è stato svolto, il personale medico è stato formato". Oggi - ha proseguito l'addetto alla sicurezza ucraino - "ci sono abbastanza antidoti negli ospedali e nelle nostre forze di difesa" per affrontare un assalto chimico.

Già nelle scorse settimane erano circolate notizie sulla somministrazione di farmaci ad alcuni ufficiali dell'esercito russo come prevenzione al possibile avvelenamento di sostanze chimiche. Indiscrezioni che avevano alzato il livello di allarme anche sul fronte opposto. Più recentemente, proprio per proteggere gli uomini di Kiev, gli Stati Uniti avevano fornito agli ucraini materiale di protezione contro le armi chimiche. Si era parlato di maschere anti gas, di tute protettive e altri equipaggiamenti. L'invio di dispositivi di protezione e di farmaci era stato valutato anche dall'Unione Europea. Fonti di intelligence avevano rilevato poi il pericolo di azioni sotto falsa bandiera con le quali i russi avrebbero potuto accusare Kiev, alzando il livello dello scontro proprio sul fronte delle armi tossiche.

Ora, come dichiarato da Danilov, l'Ucraina è pronta a respingere anche quel tipo di assalto, per il quale si temono gravi ripercussioni sui civili inermi. Gli ospedali del paese sono allertati, gli organismi internazionali pure. Proprio ieri, infatti, l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) aveva comunicato di essersi preparata a possibili "attacchi chimici". In un briefing tenuto Leopoli, il capo della sezione europea dell'agenzia Onu, Hans Kluge, aveva sottolineato - secondo quanto riporta Reuters - che "date le incertezze rispetto alla situazione attuale, non ci sono garanzie che la guerra non peggiorerà". E il peggioramento in questione non è riferito solo alle armi tradizionali.

"L'Oms sta considerando tutti gli scenari e preparandosi a diverse eventualità che potrebbero colpire il popolo ucraino, dal trattamento di un numero massiccio di vittime, agli attacchi chimici", ha specificato Kluge. Obiettivo auspicato: disinnescare la bomba sanitaria prima che sia troppo tardi.

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