I russi avanzano nel Donbass. E Odessa torna nel mirino: 17 morti nei raid

Strage di civili a Bilhorod-Dnistrovsky, l'antica Maurocastro veneziana, dove un missile ha centrato un edificio residenziale di 9 piani

I russi avanzano nel Donbass. E Odessa torna nel mirino: 17 morti nei raid

Nuova notte di bombardamenti in Ucraina e nuova strage di civili a seguito della caduta di alcuni missili su edifici residenziali. Questa volta a contare numerose vittime dopo l'ennesimo bombardamento è l'oblast di Odessa. A Bilhorod-Dnistrovsky, in particolare, un missile ha centrato un palazzo residenziale di nove piani.

Così come dichiarato nelle ultime ore dalle autorità regionali di Odessa, sotto le macerie si sta continuando a scavare perché si teme la presenza di numerose vittime. Al momento il bilancio parla di 17 morti, ma potrebbero essere di più. L'edificio centrato dal missile (non si sa se perché diretto verso di esso oppure perché deviato dalla contraerea) questa notte non era evacuato ed era regolarmente abitato dai suoi residenti.

Si combatte nel Donbass

Intanto si continua a combattere nel Donbass. Oramai l'attenzione è quasi interamente puntata su Slovjansk, cittadina dell'oblast di Donetsk diventata, dopo la caduta di Severodonetsk, principale obiettivo militare del Cremlino.

Russi e filorussi stanno avanzando dalle aree di Izyum e Lyman, precedentemente conquistate dalle truppe di Mosca tra i mesi di aprile e maggio. Due veri e propri avamposti situati a ridosso del fiume Seversky Donetsk da cui poi poter puntare per l'appunto verso Slovjansk e non solo. A pochi chilometri più a sud della città infatti si trova la “gemella” Kramatorsk, diventata nel 2014 capoluogo provvisorio dell'oblast di Donetsk. Un quadrante quindi fondamentale per i russi, i quali in caso di conquista potrebbero rivendicare quella che il Cremlino ha sempre chiamato come “liberazione” del Donbass.

Si capisce quindi perché in queste ore i combattimenti stanno convergendo proprio da queste parti. Nella notte sono stati segnalati nuovi intensi scambi di colpi di artiglieria tra le parti. La guerra nel Donbass si sta dimostrando proprio come un confronto simile ai conflitti di una volta, svolto tra trincee e dove l'artiglieria sta avendo un ruolo predominante.

Un ulteriore motivo che ha spinto Kiev a chiedere ancora più armi all'occidente. Lo ha fatto lo stesso presidente Volodymyr Zelensky nel suo consueto discorso notturno su Telegram. Secondo gli ucraini, l'unica chance per non perdere il Donbass è data proprio dalla possibilità di usare contro gli uomini di Mosca le armi più moderne in arrivo dall'occidente.

C'è comunque da dire che durante la notte i russi, così come negli ultimi giorni, nonostante una forte pressione militare al momento non sono riusciti a penetrare in profondità verso Slovyansk e ad attaccare frontalmente la città. Occorrerebbero, secondo diversi analisti anche occidentali, ancora diversi giorni di combattimenti vista anche la natura del terreno e la conoscenza del territorio da parte degli ucraini.

Partita invece quasi chiusa nell'oblast di Lugansk. Caduta Severodonetsk, i russi provano ad assaltare Lysychansk. Notizie di combattimenti nella zona sono arrivate anche nella notte. Prendere la cittadina però potrebbe richiedere anche in questo caso del tempo, in quanto situata su una delle poche alture della regione.

I combattimenti quindi stanno proseguendo. L'unica notizia distensiva è arrivata ieri da Zaporizhzhia, dove russi e ucraini hanno scambiato centinaia di combattenti. Alcuni di loro, sul versante di Kiev, hanno combattuto all'interno dell'acciaieria Azovstal di Mariupol.

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