Scomparsa Mh370: "Il pilota simulò una manovra suicida"

Sarà sospesa la ricerca dei resti del volo Malaysia Airlines MH370, sparito nel nulla l'8 marzo del 2014 mentre sorvolava l'Oceano Indiano con 239 persone a bordo

Un aereo della Malaysia Airlines (da Wikipedia)
Un aereo della Malaysia Airlines (da Wikipedia)

Sarà sospesa la ricerca dei resti del volo Malaysia Airlines MH370, sparito nel nulla l'8 marzo del 2014 mentre sorvolava l'Oceano Indiano con 239 persone a bordo. Lo si apprende da una lettera inviata ai parenti delle vittime dai governi di Malesia, Australia e Cina, dove si spiega che la decisione è stata presa durante la riunione dei ministri dei trasporti dei tre paesi dopo che è stato completato lo scandagliamento dell'area dove si presumeva che il velivolo si fosse schiantato.

"I ministri - si legge sulla lettera che è stata pubblicata su Facebook - hanno convenuto che l'aereo potrebbe non trovarsi nella zona di ricerca attuale e che in assenza di nuovi elementi di prova credibili che conducono all'identificazione di una posizione specifica del velivolo, la ricerca non finirà, ma sarà sospesa una volta completato lo scandagliamento dell'attuale area delle ricerche", uno spazio di mare largo 120mila chilometri quadrati, localizzato nell'Oceano Indiano meridionale. Intanto su quel disastro aereo spunta un'altra ipotesi inquietante. Potrebbe essersi trattato di un omicidio-suicidio di massa premeditato dal pilota. Il New York Magazine avrebbe ottenuto un documento dell’indagine malese, cui ha collaborato l’Fbi, da cui emerge che il capitano, Ahmad Zaharie, meno di un mese prima dell’incidente, aveva effettuato con un simulatore casalingo alcuni voli, tra cui uno con una rotta simile a quella che si ritiene abbia seguito il volo Mh370 scomparso nell’Oceano Indiano meridionale.

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